Pininfarina va agli stranieri e passa all’indiana Mahindra

di redazione Blitz
Pubblicato il 14 Dicembre 2015 14:29 | Ultimo aggiornamento: 14 Dicembre 2015 14:36
Pininfarina va agli stranieri e passa all'indiana Mahindra

Sergio Pininfarina, morto nel 2012

MILANO – Pininfarina passa all’indiana Mahindra: la casa torinese di design di automobili ha convocato un incontro stampa nel pomeriggio. Dopo che il titolo è stato sospeso lunedì mattina dagli scambi in Borsa in vista di un comunicato della società, il mercato attende l’annuncio del passaggio del controllo al gruppo indiano Mahindra.

Nella seduta di venerdì il titolo aveva fatto uno scivolone (-9% a 4 euro) per i timori legati alla liquidazione della holding Pincar. La società aveva poi precisato che le trattative con Mahindra andavano avanti.

L’interesse della conglomerata di Mumbai per il celebre marchio, che in passato ha legato il proprio nome ad auto da sogno come Ferrari Testarossa, Alfa Romeo Giulietta Spider, il famoso Duetto, e la Fiat 124 Spider, è noto da tempo. “Il mondo cambia, si globalizza. Le aziende devono dare segnali di cambiamento”, aveva detto nei mesi scorsi Paolo Pininfarina, presidente dell’azienda di design. In occasione della diffusione della semestrale, lo scorso luglio, la stessa azienda aveva confermato l’esistenza di un negoziato.

Fondata nel 1930, l’azienda ha oggi 680 dipendenti, a fronte dei 1.600 degli anni ’90. Non produce più auto di massa, ma solo pezzi unici, vetture esclusive o piccole serie. Rimangono attivi nel torinese il Centro stile e ingegneria di Cambiano e la galleria del vento di Grugliasco. Mahindra non è il primo gruppo straniero ad avere messo gli occhi su Pininfarina. Il finanziere francese Vincent Bollorè, con cui l’azienda torinese ha lavorato per l’auto elettrica Bluecar, aveva presentato una formale manifestazione d’interesse a inizio 2011. Indiscrezioni si erano poi inseguite riguardo all’attenzione di gruppi cinesi, come Brillance e Anhui Jiangling, ma anche dell’austro-canadese Magna e di un altro colosso indiano, Tata, con cui Pininfarina ha poi realizzato una joint venture.