Cronaca Mondo

Piogge e sangue in Pakistan, scontri a Karachi: 35 i morti

Il Pakistan è sommerso d’acqua per la peggiore inondazione degli ultimi ottant’anni, con 1.500 morti, quasi un milione di dispersi e accertati 2 milioni e mezzo di senza tetto. Si tratta di un disastro umanitario di proporzioni bibliche, anche se l’occidente non sembra appassionarsi più di tanto alla tragedia di quei poveretti. Siamo gente strana: ci mobilitiamo per l’Africa e per Haiti, ma il Pakistan, con il suo odio religioso verso i non musulmani, tiene tutti lontano.

I pachistani sono disperati, anche perché i soccorsi non arrivano, un po’ per la gravità della situazione e un po’ per l’inefficienza di un apparato statale fatto di incapaci e corrotti.

Sull’onda del malessere della gente per l’inadeguatezza dei soccorsi, un omicidio politico ha anche scatenato una rivolta a Karachi, dove la gente è scesa in piazza, bloccando  strade e dando alle fiamme decine di macchine: la protesta è stata soffocata nel sangue e i morti sono stati 35.

A scatenare le violenze è stata l’ uccisione durante un funerale del politico del partito MQM (Muttahida Qaumi Movement, ), Raza Haider. Il MQM è un partito a base etnica, di indù di lingua urdu e di fede musulmana. Nel Pakistan post indipendenza (1947) le loro condizioni  hanno avuto alti e bassi anche se con gli ultimi governi si è registrato un costante declino. Più volte atti terroristici sono stati ricondotti al MQM, ma il partito ha sempre respinto lòe accuse.

Quello di  Haider,deputato dell’assemblea provinciale del Sindh (regione a ovest del Pakistan grande un terzo dell’Italia, con 30 milioni di abitanti, la metà di noi) è stato solo uno dei 300 omicidi politici. Haider è stato assassinato a colpi di pistola in una moschea, insieme con la guardia del corpo, mentre partecipava alle esequie della madre di un amico. Secondo il racconto di alcuni testimoni quattro uomini armati hanno aperto il fuoco contro Haider per poi fuggire..

In un Paese povero e già teso dal punto di vista politico, dove i Talebani sono sempre pronti a fare nuovi proseliti, il maltempo ha solo aggravato la situazione. Il rischio è che l’emergenza inondazioni accenda la miccia per ulteriori scontri e guerriglia urbana.

Le piogge hanno ucciso finora circa 1.500 persone, mentre altre 980.000 sono disperse e oltre 2,5 milioni hanno subito danni gravi. E mentre i soccorsi faticano ad arrivare perché ponti e strade sono distrutti, scatta l’allerta colera per la mancanza di acqua potabile.

Le precipitazioni eccezionali, che hanno provocato allagamenti e smottamenti, hanno distrutto migliaia di case e devastato i terreni agricoli di una delle regioni più povere del Pakistan, il Khyber Pakhtunkhwa, nel nord-ovest. Secondo il Comitato internazionale della Croce Rossa, sono circa 2,5 milioni le persone colpite dalle inondazioni nel nord-ovest. “Nelle regioni più colpite – dice il Cicr – interi villaggi sono stati devastati dall’acqua e sono milioni le persone che hanno perso tutto”.

Finora, il ministero dell’Informazione della provincia del Khyber Pakhtunkhwa, ha fatto sapere di aver registrato 774 morti. Oltre 400 sono nel distretto di Swat. Ma il numero è destinato a salire: “Il totale dei morti nelle alluvioni è tra 1.200 e 1.500”, ha detto il ministro dell’Informazione Mian Iftikhar Hussain.

Mentre i soccorsi faticano ad arrivare perché ponti e strade sono distrutti, scatta l’allerta colera per la mancanza di acqua potabile. Le precipitazioni eccezionali, che hanno provocato allagamenti e smottamenti, hanno distrutto migliaia di case e devastato i terreni agricoli di una delle regioni più povere del Pakistan, il Khyber Pakhtunkhwa, nel nord-ovest.

Secondo il Comitato internazionale della Croce Rossa, sono circa 2,5 milioni le persone colpite dalle inondazioni nel nord-ovest. “Nelle regioni più colpite – dice il Cicr – interi villaggi sono stati devastati dall’acqua e sono milioni le persone che hanno perso tutto”. Finora, il ministero dell’Informazione della provincia del Khyber Pakhtunkhwa, ha fatto sapere di aver registrato 774 morti. Oltre 400 sono nel distretto di Swat. Ma il numero è destinato a salire: “Il totale dei morti nelle alluvioni è tra 1.200 e 1.500″, ha detto il ministro dell’Informazione Mian Iftikhar Hussain, confermando anche i 500.000 sfollati.

E i morti si contano anche tra coloro che stanno cercando di portare aiuto: solo oggi hanno perso la vita almeno in 20, fra cui tre volontari, annegati durante le operazioni di soccorso rese difficili dal fatto che il 90% dei ponti sul fiume Swat risulta danneggiato o inutilizzabile, secondo Save the Children che lancia l’allarme sui “circa 400 mila i bambini colpiti dalle alluvioni” che non riescono ad essere raggiunti dai soccorsi. Intanto, è scattato l’allarme colera, a causa della mancanza di acqua potabile.

“Al momento sono circa 100.000 le persone colpite da patologie gastrointestinali, per la maggior parte bambini”, ha detto Syed Zahir Ali Shah, ministro della Sanità della provincia di Khyber Pakhtunkhwa. E sono diverse le squadre di medici inviate in elicottero nelle zone colpite dalle alluvioni. Di fronte al disastro umanitario, la comunità internazionale si mobilita: il governo americano ha promesso 10 milioni di dollari più elicotteri, barche e attrezzature di emergenza. Il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon si è impegnato per 10 milioni di dollari, mentre la Cina, pure colpita da inondazioni, ha annunciato 1,5 milioni di euro e la Commissione europea ne aveva già stanziati 30 milioni.

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