Pirateria: sventato attacco a motonave italiana

Pubblicato il 16 Gennaio 2012 15:49 | Ultimo aggiornamento: 16 Gennaio 2012 17:34

ROMA – Un attacco da parte di pirati è stato sventato da parte della motonave italiana “Valdarno”, in navigazione a circa 200 miglia dalle coste dell’Oman. A quanto pare, è stato tentato un abbordaggio, durante il quale gli assalitori hanno anche sparato diversi colpi d’arma da fuoco, sembra almeno 14. Ma l’attacco è fallito. L’equipaggio si è rinchiuso nella ‘cittadella’, l’area blindata di cui queste navi sono dotate, mentre il comandante (italiano, come un altro membro dell’equipaggio) ha proseguito la navigazione aumentando la velocità e manovrando a zig zag, favorito dall’assenza di carico. Finché i pirati hanno desistito. A bordo, oltre ai 24 membri di equipaggio, anche guardie private addette alla sicurezza. La “Valdarno”, tanker di 139 metri di lunghezza, è parte della flotta della società armatrice “Navigazione Montanari spa”, con sede legale a Fano, una delle principali società di trasporto marittimo di prodotti petroliferi, in particolare idrocarburi e prodotti chimici.

Proprio al largo dell’Oman, a fine anno, è andato a segno l’abbordaggio della petroliera “Enrico Ievoli” 1 dell’armatore Marnavi, compagnia di navigazione specializzata in trasporti chimici e alimentari. Nelle mani dei pirati l’equipaggio agli ordini del comandante Agostino Musumeci, 52 anni, che in prima persona aveva comunicato all’armatore il sequestro. Al momento dell’abbordaggio la “Enrico Ievoli” si trovava a poche miglia dal punto d’incontro con un convoglio scortato da forze navali internazionali per proteggere i mercantili in transito nel Golfo di Aden.

E’ invece di pochi giorni fa il ritorno a casa dell’equipaggio del mercantile Savina Caylyn 2, per quasi un anno nelle mani dei pirati somali al largo dell’isola di Socotra, nello Yemen, rilasciato poco prima di Natale e scortato in acque internazionali dalla fregata militare italiana “Grecale” 3. Secondo fonti dei pirati riprese da testate somale, per il rilascio sarebbe stato pagato un riscatto di 11,5 milioni di dollari. Il governo italiano ha smentito 4 qualsiasi pagamento.