Pirati somali, la marina militare italiana ne arresta sei a largo della Somalia

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 novembre 2017 13:45 | Ultimo aggiornamento: 20 novembre 2017 13:45
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Che fine avevano fatto i piratti somali?

ROMA – Pirati somali, la marina militare italiana ne arresta sei a largo della Somalia. La nave Virginio Fasan, della Marina militare italiana, ha intercettato nell’Oceano Indiano e sottoposto a fermo sei persone sospettate di atti di pirateria. I sei, tutti di nazionalità somala, a bordo di due piccole imbarcazioni, avevano tentato l’abbordaggio nei giorni precedenti di un portacontainer e di un peschereccio d’altura, battenti rispettivamente bandiera Panamense e delle Seychelles. I fatti si sono verificati tra venerdì scorso e ieri a circa 320 miglia nautiche a Sud Est dalle coste somale, all’altezza di Mogadiscio.

L’intervento – diretto dal comandante in mare dell’Operazione antipirateria dell’Unione europea Eunavfor Somalia-Atalanta, il contrammiraglio Fabio Gregori imbarcato su nave Fasan – è stato effettuato congiuntamente dalla fregata italiana, con l’elicottero di bordo e il team della Brigata Marina San Marco, e da un aereo da pattugliamento marittimo spagnolo, anch’esso inserito nell’Operazione Atalanta.

In particolare, secondo quanto si apprende dallo Stato maggiore della Difesa, la nave Fasan si trovava venerdì 17 novembre in pattugliamento a circa 60 miglia dalla costa sud della Somalia, quando ha ricevuto informazioni su un attacco di pirateria a un portacontainer. L’unità militare si è quindi diretta sul posto alla massima velocità, mentre veniva ordinato all’aereo da pattugliamento spagnolo di perlustrare la zona. La mattina del 18 novembre, lo stesso aereo riferisce la notizia di un secondo attacco da parte di pirati armati, questa volta ad un peschereccio.

Intensificando le ricerche nell’area, la sera del 18 novembre l’elicottero di bordo della nave Fasan è riuscito a identificare due piccole imbarcazioni in una posizione ‘coerente’ con quella degli avvenuti attacchi. La mattina successiva, la nave della Marina ha abbordato alcuni barchini, ispezionando personale e carico: “gli elementi riscontrati durante l’ispezione delle imbarcazioni – sottolinea la Difesa – hanno permesso di riconoscere queste ultime come le imbarcazioni responsabili degli attacchi alle unità mercantili”.

Il comandante di nave Fasan, Sebastiano Rossitti, ha quindi proceduto al fermo dei sei sospettati, che si trovano ora a bordo dell’unità militare italiana “in attesa che si concludano ulteriori accertamenti” finalizzati a verificare la possibilità di perseguirli legalmente “in virtù degli accordi internazionali esistenti in materia tra l’Unione Europea e gli Stati costieri maggiormente attivi nel contrasto al fenomeno della pirateria”.