Oscar Pistorius, sentenza ribaltata: fu omicidio volontario

di redazione Blitz
Pubblicato il 3 Dicembre 2015 10:17 | Ultimo aggiornamento: 3 Dicembre 2015 12:03
Oscar Pistorius, sentenza ribaltata: fu omicidio volontario

Oscar Pistorius in tribunale (Foto Ansa)

BLOEMFONTEIN – La Corte d’Appello del Sudafrica ha condannato l’ex atleta paralimpico Oscar Pistorius per omicidio volontario, ribaltando così la precedente accusa di omicidio colposo e accogliendo il ricorso del pubblico ministero.

La vicenda Pistorius è tornata in tribunale a Bloemfontein, capitale giudiziaria del Sudafrica, per l’appello voluto dal pubblico ministero che non ha mai accettato la condanna dell’atleta per omicidio colposo e vuole dimostrare che l‘omicidio della fidanzata dell’atleta Reeva Steenkamp, il 14 febbraio 2013, fu volontario.

Una differenza, dal punto di vista giuridico, che avrà conseguenze decisamente pesanti per l’imputato: con l’omicidio colposo Pistorius è stato condannato a 5 anni e, dopo averne passato solo uno in carcere, è da un paio di settimane già agli arresti domiciliari, nella villa di uno zio a Pretoria. L’omicidio volontario invece prevede fino a 15 anni di reclusione ed è praticamente certo che, dopo la sentenza in questo senso, il campione, 29 anni, dovrà tornare dietro le sbarre.

L’atleta paralimpico che ha fatto sognare il mondo per la sua forza di volontà e per le sue performance sportive con le gambe amputate sostituite da lame in fibra di carbonio, ha poi fatto inorridire tutti per aver ammazzato nel giorno di San Valentino con quattro colpi di pistola sparati attraverso la porta del bagno la fidanzata, famosa modella.

In primo grado gli avvocati difensori dell’atleta sudafricano avevano ottenuto l‘omicidio colposo convincendo i giudici che l’uomo aveva sparato verso la porta del bagno avendo sentito dei rumori e credendo che un ladro si fosse introdotto nella sua casa e vi si fosse nascosto. Impossibile, avevano sostenuto, che Pistorius sapesse che invece in bagno c’era la sua fidanzata.    

Ma secondo l’accusa quattro colpi di pistola non si sparano contro la porta di un locale relativamente piccolo senza la precisa volontà di uccidere. E che Pistorius sapesse oppure no che in bagno c’era la fidanzata, non cambia la sostanza dell’atto: qualcuno c’era e il campione lo voleva uccidere.