Pizza Hut, il “tempio della pizza italiana” negli Usa chiude dopo sessant’anni

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 Luglio 2020 18:52 | Ultimo aggiornamento: 1 Luglio 2020 18:52
Pizza Hut, nella foto d'archivio Ansa una pizza

Pizza Hut, il “tempio della pizza italiana” negli Usa chiude dopo sessant’anni (foto Ansa)

Dopo più di sessant’anni e 18mila ristoranti aperti in tutti gli Stati Uniti, chiude il gigante Pizza Hut.

La catena americana, messa in ginocchio dai debiti e dalla crisi legata al coronavirus, ha dichiarato bancarotta.

“Non scegliete noi solo per la pizza italiana –  diceva il claim – ma per il nostro modo di essere, perché “noi rendiamo felici le persone”.

Negli anni Pizza Hut era diventato un vero e proprio tempio della pizza italiana negli Stati Uniti.

La storia di Pizza Hut

La storia di Pizza Hut iniziò nel ’58 quando i due fratelli Carney, Dan e Frank, si fecero prestare dalla madre 600 dollari per aprire un piccola rivendita a Wichita, Kansas.

Dan e Frank impararono in fretta: un anno dopo avevano aperto già il secondo ristorante, a Topeka.

Neanche vent’anni dopo, nel ’77, Pizza Hut contava 4 mila ristoranti.

I fratelli, a neanche cinquant’anni, vendettero tutto alla PepsiCo per più di 300 milioni di dollari.

Frank rimase presidente per poi lanciare una nuova catena, Papa John’s, in modo un po’ istrionico: si presentò all’assemblea degli azionisti di Pizza Hut con una vivace maglietta con scritto “Scusate, ragazzi, ho trovato una pizza migliore”.

In realtà il vecchio brand resse la concorrenza, conquistando con una nuova proprietà, la Yum, legata al gruppo Npc International, una serie di primati.

Prima catena con testimonial Ringo Starr e la ex moglie di Donald Trump, Ivana, prima a offrire un paio di occhiali da sole ispirati al film “Ritorno al futuro”, prima ad andare su Facebook, a lanciare una app su Iphone e a entrare nella console dei giocatori di videogames che così potevano ordinare senza smettere di giocare.

Due anni fa l’ultimo colpo: sponsor ufficiale della Nfl, il campionato di football più seguito d’America. Ma, alla luce dei fatti, era stato un disperato rilancio per salvare i conti già in crisi da anni: il deficit del gruppo è salito a quasi un miliardo di dollari.

Il lockdown legato alla pandemia ha assestato il colpo finale. (Fonte: Agi).