Sri Lanka, cristiani vittime di genocidio. Barack Obama e Hillary Clinton parlano di “fedeli della Pasqua”

di Caterina Galloni
Pubblicato il 5 maggio 2019 6:00 | Ultimo aggiornamento: 3 maggio 2019 21:09
Cristiani, rischio genocidio come Sri Lanka: Obama e Clinton troppo corretti

Sri Lanka, cristiani vittime di genocidio. Barack Obama e Hillary Clinton parlano di “fedeli della Pasqua”

ROMA – Barack Obama e Hillary Clinton commentando su Twitter gli attentati terroristici jihadisti in Sri Lanka la domenica di Pasqua, che hanno provocato centinaia di morti e feriti, pur di evitare la parola “cristiani” si sono lanciati nel più politicamente corretto “Easter worshippers”, fedeli della Pasqua. 

Obama ha twittato: “Gli attacchi in Sri Lanka ai turisti e ai fedeli della Pasqua sono un attacco all’umanità. In una giornata dedicata all’amore, alla redenzione e al rinnovamento, preghiamo per le vittime e siamo vicini al popolo dello Sri Lanka”. Questo invece il cinguettio della Clinton: “In questo santo fine settimana per molte religioni, dobbiamo rimanere uniti contro l’odio e la violenza. Prego per tutti coloro che sono stati colpiti dagli orribili attentati, i fedeli della Pasqua e i viaggiatori in Sri Lanka”. 

I cristiani tuttavia continuano a essere il gruppo religioso maggiormente perseguitato e in alcune parti del mondo subiscono ciò che equivale a un genocidio: è quanto emerge da uno studio commissionato dal Foreign Office del Regno Unito al reverendo Philip Mounstephen, vescovo di Truro. 

Come in un moderno esodo sono stati cacciati dal Medio Oriente,sradicati dalle loro case, il che significa che il cristianesimo potrebbe essere eliminato in alcune aree “dove le radici risalgono a secoli addietro”.  E il report del vescovo di Truro, ha riportato prove “scioccanti” sul fatto che la persecuzione attualmente si è acuita. Il ministro degli Esteri britannico Jeremy Hunt, ha lanciato un’accusa all’essere “politicamente corretti” e non aver affrontato l’oppressione dei cristiani che ha definito la “persecuzione dimenticata”.

Il ministro ha aggiunto che per difendere i cristiani nei luoghi dove sono sotto attacco per la loro fede, avrebbe usato l’influenza diplomatica della Gran Bretagna e inoltre ha ammesso che il problema è stato a volte trascurato per la “preoccupazione fuori luogo” che affrontare la questione sarebbe stato interpretato come un approccio “colonialista”. 

Nello studio viene rilevato che i cristiani, rispetto a qualsiasi altro gruppo religioso, sono “perseguitati” in più paesi, soprattutto in quelli a maggioranza musulmana in Medio Oriente e Nord Africa. In 50 paesi, 245 milioni di cristiani attualmente subiscono “alti livelli di persecuzione”, con un aumento di 30 milioni di persone ogni anno.

Sono stati attaccati, in particolare, da gruppi estremisti in Siria, Iraq, Egitto, Nigeria nord-orientale e Filippine, oltre che in India e Cina. In Medio Oriente c’è “la decimazione di alcune delle comunità più antiche” e nel report viene chiesto “un sostegno urgente da parte del governo”. Una versione definitiva dell’inchiesta, commissionata da Hunt nel 2918, uscirà quest’estate e riguarderà anche il massacro della domenica di Pasqua in Sri Lanka. 

Hunt, cristiano impegnato, parlando ad Addis Abeba durante un tour in Africa, ha osservato:”Quando si tratta della persecuzione dei cristiani siamo tutti addormentati. Penso che abbiamo evitato di parlarne perché siamo un paese cristiano con un passato coloniale”. Ha definito “ironico” il fatto che “laici occidentali, estremisti islamici e regimi autoritari” condividano lo stesso concetto errato, ossia che il cristianesimo è “un’espressione del bianco, privilegio occidentale” mentre in realtà “è innanzitutto un fenomeno del Sud del mondo e dei poveri del mondo”. (Fonte: Daily Mail)