Ponte Morandi, Giovanni Toti: “Demolizione in 30 giorni”

di redazione Blitz
Pubblicato il 30 agosto 2018 19:43 | Ultimo aggiornamento: 30 agosto 2018 19:43
Ponte Morandi, Toti: "Demolizione in 30 giorni"

Ponte Morandi, Toti: “Demolizione in 30 giorni” (Foto Ansa)

GENOVA  – Demolire il ponte Morandi di Genova in 30 giorni: è quanto prevede il presidente della regione Liguria, Giovanni Toti. “E’ stato presentato il piano di demolizione preliminare. Per avere la tempistica esatta andremo a chiedere il permesso alla procura perché l’area è sequestrata. Il piano di demolizione sarà più breve del previsto, si pensa a 30 giorni di esecuzione”, ha detto il commissario per l’emergenza di ponte Morandi. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] “Il moncone est sarà demolito in modo più rapido con mezzi meccanici ed esplosivi, come idea. Mentre il moncone ovest sarà smontato pezzo pezzo. In un mese potrebbe essere operativo il piano esecutivo”.

Toti ha parlato al termine al termine della presentazione in Regione del piano di Società Autostrade per la demolizione del ponte Morandi, con il commissario e governatore anche il sindaco di Genova, Marco Bucci.

Il punto stampa è iniziato senza la presenza dell’amministratore delegato di Società Autostrade, Giovanni Castellucci, che ha scelto di non incontrare i giornalisti. “Abbiamo incontrato Società Autostrade che ci ha presentato le osservazioni preliminari al piano di demolizione. Un piano preliminare perché per avere la tempistica e le modalità esatte occorreranno sopralluoghi alla struttura con il permesso della Procura”, ha detto Toti.

Il governatore ha anche reso noto che lui e il sindaco Bucci hanno scritto una lettera al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, per “suggerire un provvedimento di legge ad hoc che non deve essere per forza una legge speciale per Genova, ma può essere messo nel prossimo Milleproroghe per andare oltre il primo decreto di emergenza che fissò i primi fondi per gli indennizzi e quindi per avere nuovi fondi”, ha spiegato Toti.