Portage, Edward Cahill sbranato dal suo pitbull il giorno di Natale

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 Dicembre 2014 15:40 | Ultimo aggiornamento: 29 Dicembre 2014 15:40
Portage, Edward Cahill sbranato dal suo pitbull il giorno di Natale

Portage, Edward Cahill sbranato dal suo pitbull il giorno di Natale

PORTAGE – Il suo cane pitbull lo ha sbranato a morte nel giorno di Natale. E’ morto così Edward Cahill, 40 anni, nella sua casa di Portage in Indiana. A trovare il corpo pieno di morsi e in un lago di sangue la moglie, Blanca Rodriguez, che data l’aggressività del cane aveva più volte chiesto al marito di farlo sopprimere.

La donna è entrata in casa alle 17 dopo aver passato la giornata di Natale con la sua famiglia e ha trovato la scena terribile: il marito in un lago di sangue e devastato dai morsi, il loro cane Fat Boy, un pittbull di 8 anni, con il muso insanguinato. Federica Macagnone sul Messaggero scrive:

“A quel punto, dopo aver chiamato la polizia, ha contattato i responsabili dei servizi veterinari che, una volta sul posto, hanno immobilizzato Fat Boy con la pistola “taser” e, su richiesta della famiglia, lo hanno soppresso praticandogli l’eutanasia. Eddie aveva anche un altro cane, Keylo, anche lui di otto anni.

«I cani erano la sua vita – ha detto in un primo momento Blanca tra le lacrime, quasi difendendo il suo cane – Non avevamo mai avuto problemi di alcun tipo con Fat Boy. Non vorrei che la gente ora pensasse male dei pitbull. Questo è stato un assurdo incidente. Probabilmente Eddie stava giocando con lui con le ossa che gli avevamo regalato per Natale, e questo potrebbe aver scatenato una forma di aggressività e aver innescato l’attacco mortale. I nostri cani sono sempre stati giocosi e fino a oggi hanno sempre dormito con noi, uno con me ed Eddie, l’altro con le nostre figlie» .

In seguito, però, Blanca ha raccontato alla polizia un’altra storia, dicendo che in passato aveva chiesto più volte di far sopprimere quel cane perché era «violento e imprevedibile». Ora rimpiangerà per tutta la vita di non essere stata più insistente”.