“Questa è una rapina: mi dia un dollaro, così mi curano in prigione”

Pubblicato il 21 Giugno 2011 16:07 | Ultimo aggiornamento: 21 Giugno 2011 16:26

James Verone in prigione, finalmente

GASTONIA, STATI UNITI – Povero e senza casa, James Verone, completamente disarmato, è entrato in una banca di Gastonia, Carolina del Nord, è passato inosservato davanti alla guardia di turno (con calibro 45 nella fondina), e si è avvicinato ad una cassiera che, sorridente gli ha dato il buon giorno e poi ”cosa posso fare per lei oggi”? gli ha chiesto. La cassiera non avrebbe mai potuto prevedere la risposta.

Verone le ha passato un biglietto con su scritto: ”Questa è una rapina. Per favore mia dia un dollaro”. Ottenuto il dollaro dalla cassiera spaventata, Verone le ha pacatamente detto che si sarebbe seduto vicino allo sportello in attesa della polizia. Che quando è arrivata a sirene spiegate e armata fino ai denti – ”c’è in corso una rapina in banca”, aveva denunciato il direttore – si è resa conto che c’era stato, a dir poco, un equivoco. Verone non aspettava altro che essere ammanettato. Verone, 59 anni, ha poi raccontato di aver ”rapinato” la banca per essere arrestato e ricevere gratuitamente in prigione le cure mediche di cui ha bisogno non avendo i soldi per pagarsele.

Con una escrescenza sul petto, due dischi della spina dorsale incrinati e problemi al suo piede sinistro, Verone, perennemente disoccupato, ha pensato che attuando il suo piano sarebbe riuscito a farsi curare. Accusato di furto, Verone, ben contento, è stato imprigionato.

Courtney Boyd Myers ha dichiarato a The Huffington Post che la vicenda di Verone è una chiara prova che il sistema di assitenza medica americana è pieno di difetti. ”Come connazionale di Verone – ha aggiunto Myers – devo dire che la nostra assistenza medica è in uno stato pietoso”. Ma Verone, che se non fosse finito in prigione non avrebbe avuto alcun tipo di cura, non è d’accordo. Durante una sua precedente detenzione, ha detto, è stato curato doverosamente.

Questo però contrasta con quanto scritto dalla rivista online Slate, secondo cui l’assistenza medica in prigione è nel migliore dei modi come una assistenza a poco prezzo, e nel peggiore dei modi inesistente. ”E’ passato oltre un anno da quando il presidente Barack Obama ha promulgato la legge sulla riforma sanitaria – scrive Slate – legge che doveva fornire assicurazione sanitaria a milioni di americani che non ce l’hanno. Ma dopo un anno, il numero dei non assicurati è lo stesso, principalmente perchè le parti più importanti della legge non entreranno in vigore per altri tre anni”.