Profezia di Malachia e Nostradamus: dopo Ratzinger, ‘Pietro il Romano’ e la fine del mondo

Pubblicato il 5 Marzo 2013 9:55 | Ultimo aggiornamento: 5 Marzo 2013 9:55
Malachia

Malachia

ROMA – La profezia di Malachia: dopo Benedetto XVI sarà eletto Pietro il Romano, l’ultimo Papa poi ci sarà fine del mondo.

Malachia, Arcivescovo e abate irlandese fu proclamato santo nel 1190 da Clemente III ma passò alla storia per le sue profezie, la Prophetia Sancti Malachiae contenente 111 brevi motti in latino che descriverebbero Papi (e Antipapi) a partire da Celestino II.

Ludwig von Pastor, nella sua opera Storia dei papi scrisse che il testo di Malachia iniziò a circolare a partire dal 1595 quando il benedettino Arnold Wion la ospitò nel suo Lignum vitae, edito in quell’anno a Venezia.

Motti e Papi. Giovanni Paolo II fu descritto come De Labore solis ovvero ‘dallo sforzo del sole’ (in molti affermano che il motto si riferisse al fatto che Giovanni Paolo II era polacco e veniva dall’est), Giovanni XXIII corrisponderebbe al motto Pastor et nauta, Paolo VI Flos florum, ‘fiore dei fiori’ (lo stemma di Montini aveva tre gigli)

‘Gloria Olivae’ questo il motto che corrisponderebbe a Benedetto XVI, il penultimo Papa. Poi l’elenco si conclude con un testo in latino. Dopo l’ultimo pontefice, Pietro Romano, secondo gli esperti di Malachia e profezie ci sarebbe la fine del mondo.  Ecco la traduzione in italiano dell’ultimo testo di Malachia:

“Durante l’ultima persecuzione della Santa Romana Chiesa siederà Pietro il romano, che pascerà il suo gregge tra molte tribolazioni; quando queste saranno terminate, la città dai sette colli sarà distrutta, ed il temibile giudice giudicherà il suo popolo. E così sia”.

Anche a Nostradamus furono attribuite delle profezie sui Papi e la Chiesa. Prima Nostradamus descriverebbe l’attentato a Giovanni Paolo II (“verrà da lontano e macchierà con il suo sangue la pietra”) poi gli ultimi due Papi, uno “seminatore di pace e di speranza, in un mondo che vive l’ultima speranza” e l’ultimo “verrà a Roma per incontrare tribolazione e morte”.