Qatar/ Il fondo sovrano rileverà tra il 20 e il 25% di Porsche. Ennesimo successo per un paese che sta seguendo la strada dell’integrazione, grazie alla presenza della “sceicca” Mozah

Pubblicato il 20 Luglio 2009 11:38 | Ultimo aggiornamento: 20 Luglio 2009 11:38

103604_PAR104_AP Il fondo sovrano Qatar Investment Authority, forte di una do­tazione pari a 62 miliardi di dollari, an­drà a rilevare fra il 20 e il 25% del capita­le di Porsche. Questo investimento va ad aggiungersi al 5,8% della banca inglese Barclays, l’8,16% del Crédit Suisse, il 15,37% della Borsa di Londra, il 6% del gruppo fran­cese Lagardere.

In questo modo il Qatar continua a percorrere la via dell’integrazione, av­viata quasi quindici anni fa dallo sceic­co Hamad bin Khalifa Al Thani, con la forte influenza della sua seconda mo­glie, la favorita, Sheikha Mozah bint Nasser Al Missned. Ma oltre ad occuparsi di economia e finanza, la “sceicca” Mozah appare in­fatti come la grande ispiratrice di quei cambiamenti sociali e culturali che han­no cominciato a manifestarsi a partire dal 1995, quando lo sceicco Hamad ha preso il potere deponendo il padre, e che stan­no trasformando il piccolo emirato in un “laboratorio” senza confronti in tut­ta l’area.

È lei che ha voluto a tutti i costi l’apertura di Al Jazeera, la più liberal del­le emittenti mediorientali. È lei che gui­da Education City, il polo di studi uni­versitari e di centri di ricerche dove ten­gono corsi prestigiosi atenei internazio­nali come le americane Mellon Carne­gie e Cornell. Ed è lei l’anima di quella Qatar Foundation che in pochi anni è diventata un magnete in grado di attira­re progetti e iniziative da tutto il mon­do nel campo della cultura, delle arti, dell’architettura.

Il Qatar è una monarchia as­soluta poco indulgente verso il dissen­so, con tutto il potere nelle mani di una famiglia che si è fatta Stato, con la legge coranica che regola la sfera privata, do­ve però il milione e mezzo di sudditi go­de del più alto reddito pro capite al mondo e ha assunto uno stile di vita assolutamente “occidentale”.

Sposatasi con lo sceicco Hamad nel 1977 a soli 18 anni, plurilaure­ata, madre di sette figli, la principessa Mozah s’è ormai ritagliata un ruolo da protagonista sul palcoscenico mon­diale. Ad esempio il mese scorso a Parigi, durante la ceri­monia in cui è stata ac­colta come membro permanente dell’Aca­démie des Beaux Arts, ha fatto scalpore il suo intervento in cui cita­va l’esempio dell’arti­sta arabo Zinyad, sim­bolo «del dialogo fra le diverse civiltà».