Raccoglie soldi e fa indebitare i genitori per curarsi il cancro. Ma era per fare la bella vita

di redazione Blitz
Pubblicato il 11 aprile 2018 16:36 | Ultimo aggiornamento: 11 aprile 2018 16:36
Raccoglie soldi e fa indebitare i genitori per curarsi il cancro. Ma era per fare la bella vita

Raccoglie soldi e fa indebitare i genitori per curarsi il cancro. Ma era per fare la bella vita

SYDNEY – Ha raccolto 26 mila euro in donazioni e ridotto i genitori sul lastrico per curarsi il cancro. Ma non era vero niente.

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Così Hanna Dickenson, giovane australiana di 24 anni, ha ingannato tutti per godersi la bella vita. Quando la ragazzo ha detto ai suoi cari di avere solo poche settimane da vivere senza un costoso trattamento all’estero, i suoi genitori, modesti agricoltori di Swan Hill nell’entroterra di Melbourne, hanno deciso di aiutarla a tutti i costi, indebitandosi pesantemente.

Peccato però che fosse tutta una bugia: in realtà la loro figlia era sanissima e voleva solo finanziare uno stile di vita a base di feste, droga, alcool e viaggi all’estero. Dopo aver incassato e speso 42 mila dollari australiani (26.250 euro) raccolti dai genitori anche presso amici e parenti, Hanna Dickenson è stata infine scoperta e condannata a tre mesi di carcere.

In tribunale si è dichiarata colpevole di sette reati per aver ottenuto vantaggi materiali con l’inganno. Ha inoltre ricevuto un ordine di correzione che la obbliga a 150 ore di servizio nella comunità e a sottoporsi a un trattamento per problemi di salute mentale e abuso di droghe.

La giovane aveva ottenuto denaro dai genitori per finanziare una cura salvavita nel 2012. Poi non paga ha detto loro di aver bisogno di più fondi per andare all’estero, in Thailandia e in Nuova Zelanda. L’inganno è stato scoperto quando un donatore ha sollevato sospetti con la polizia dopo aver visto le fotografie dell’allegra giovane sul suo profilo Facebook.

Nell’emettere la sentenza, il magistrato David Starvaggi ha definito “spregevole” l’inganno. “L’altruismo delle persone e la fiducia sociale sono stati violati. Vi sono state persone che lavoravano duro e hanno vuotato le proprie tasche”, ha aggiunto.

L’avvocato della giovane, Beverley Lindsay, aveva sostenuto che alla sua cliente doveva essere risparmiata la prigione perché da allora aveva dato una svolta alla sua vita. Ora, non paga, è pronta a ricorrere in appello.