Raid Usa in Somalia: drone uccide mente strage Nairobi del 2013

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 Marzo 2015 22:13 | Ultimo aggiornamento: 13 Marzo 2015 22:13
Raid Usa in Somalia: drone uccide mente strage Nairobi del 2013

Un ferito della strage di Nairobi (Ansa)

NEW YORK – L’uomo ritenuto la mente dell’attacco al Westgate Mall di Nairobi nel 2013, dove morirono 67 persone, sarebbe stato ucciso da un drone americano in Somalia. Lo riportano i media statunitensi, anche se dal Pentagono non è ancora arrivata una conferma ufficiale. Così mentre in Iraq sono cominciati i preparativi per il lancio della maxi-offensiva di primavera contro l’Isis e in Libia si tenta di contrastare l’infiltrazione del califfato, la Somalia resta uno degli altri fronti nella lotta all’estremismo islamico, con quei raid che negli ultimi anni hanno permesso agli Usa di colpire in diversi Paesi molti dei leader di al Qaida o di altri gruppi terroristici.

Secondo quanto affermato da funzionari statunitensi che hanno chiesto di mantenere l’anonimato, il combattente di al Shabab di nome Adan Garar e altri due uomini sarebbero stati colpiti mortalmente mentre erano in macchina vicino alla città somala di Baardhere. Il Pentagono, tramite il portavoce Steven Warren, ha confermato che giovedì l’esercito americano ha condotto un attacco aereo contro dei militanti di al Shabab, aggiungendo che “sta ancora esaminando i risultati dell’operazione”. Warren ha poi precisato che il blitz era diretto contro “un obiettivo importante” della rete del gruppo terrorista, e non sono state coinvolte truppe Usa sul terreno. Non è stato ancora confermato, invece, se nel raid è rimasto ucciso il sospetto autore della strage di Nairobi. A portare a termine la strage al mall, il 21 settembre del 2013, è stato un piccolo commando di terroristi che hanno aperto il fuoco sui clienti del centro commerciale, uccidendone 67 e ferendone quasi 200.

E Garar, elemento di spicco degli Shabab somali, ne è ritenuto la mente. Le autorità  keniote hanno poi rivelato che l’uomo è sospettato anche di aver pianificato altri attacchi – falliti – sulla costa del Kenya e nella capitale ugandese di Kampala, lo scorso anno. Uno di questi doveva colpire la città  di Mombasa: è stato sventato nel marzo 2014 dopo l’intercettazione di una vettura imbottita di esplosivo. Simultaneamente, i militanti di al Shabab pensavano di colpire l’aeroporto internazionale, un traghetto ed un supermercato. Kenya e Uganda erano finite nel mirino del gruppo estremista per aver fornito delle truppe all’Unione Africana.