Rapporti in cambio di bei voti nelle università in Nigeria e Ghana: l’inchiesta della Bbc

di redazione Blitz
Pubblicato il 7 Ottobre 2019 20:33 | Ultimo aggiornamento: 7 Ottobre 2019 20:33
Rapporti in cambio di bei voti nelle università in Nigeria e Ghana: l'inchiesta della Bbc

(Frame dall’inchiesta video della Bbc)

ROMA  –  Rapporti sessuali in cambio di bei voti. E’ quanto sarebbe avvenuto in due università africane, in Nigeria e Ghana, stando ad un’inchiesta di Bbc Africa Eye. 

Le indagini della squadra di Africa Eye, con reporter sotto copertura che si sono finte studentesse, hanno rivelato come queste ultime siano state ricattate e molestate sessualmente in cambio di voti migliori e programmi di tutoraggio. 

L’inchiesta si è concentrata su quelle che sono due delle principali università dell’Africa occidentale: quella di Lagos, in Nigeria, e quella del Ghana, ad Accra, per scoprire come le proposte di sesso in cambio di bei voti abbia lasciato per anni diverse vittime traumatizzate.

Attraverso l’uso di telecamere nascoste le giornaliste sotto copertura hanno registrato le parole di quattro docenti, appartenenti a entrambe le istituzioni universitarie, intenti a molestarle sessualmente.

Forse il caso più scioccante è quello di un docente senior presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Lagos che ha cercato di ricattare sessualmente una giornalista che si fingeva diciassettenne in cerca di ammissione all’università. In base alle leggi dello Stato nigeriano di Lagos l’età del consenso è di 18 anni. Inoltre il docente è anche pastore della Foursquare Gospel Church, una chiesa con oltre 8 milioni di membri in tutto il mondo. 

Il documentario, visibile online, include anche un’intervista con una delle ex studentesse del docente, abusata per diversi anni dall’accademico che le ha poi detto di volerla ‘passare’ a un altro docente dopo aver fatto sesso con lei.

Premium Times ha intervistato la giornalista che ha fatto l’inchiesta, a sua volta vittima di molestie sessuali per due semestri nel periodo universitario. Alla richiesta su cosa speri di ottenere con questo documentario, ha risposto: “Che sia una voce per le ragazze senza voce. Qualcuno come me un paio di anni fa non aveva nessuno che potesse difenderla. Vedo un nuovo impegno e sono fiduciosa che il documentario possa stimolare un cambiamento”.

La giornalista ha ammesso che lavorare a questa inchiesta non è stato facile: “Ho dovuto subire affronti personali, ma è stato necessario. Ne sono uscita rinnovata. È stato molto molto difficile, ma mi permesso di fare i conti con i miei fantasmi. Dovevo solo ricordare a me stessa di essere una donna e di esserci già passata in quella realtà”, ha detto la giornalista.  (Fonti: Ansa, Bbc)