Regno Unito, il 65% dei rifugiati ha mentito sull’età

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 aprile 2018 6:08 | Ultimo aggiornamento: 9 aprile 2018 19:11
Regno Unito, il 65% dei rifugiati ha mentito sull'età (foto Ansa)

Regno Unito, il 65% dei rifugiati ha mentito sull’età (foto Ansa)

LONDRA – Nel Regno Unito, quasi due terzi dei “ragazzini”  richiedenti asilo, secondo un report ufficiale, in realtà erano degli adulti.

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In un anno, il 65% dei rifugiati valutati dopo aver dichiarato di essere minorenni è stato ritenuto avesse superato i 18 anni.
Il report, del comitato di controllo dell’immigrazione, ha rivelato che da giugno dell’anno scorso a oggi, il Ministero degli Interni ha ricevuto 2.952 domande di asilo da minori non accompagnati.
Ci sono state 705 controversie sull’età, circa un quarto del totale, in cui gli agenti hanno sospettato che la persona mentisse. Di questi, 618 casi sono stati risolti e 402 sono risultati adulti.

Se questi richiedenti asilo fossero stati considerati dei ragazzini, consigli e contribuenti locali avrebbero dovuto sborsare milioni di sterline l’anno in assistenza, scrive il Daily Mail.
Le cifre sono state pubblicate in un report di David Bolt, ispettore capo indipendente di Frontiere e Immigrazione, nel trattamento degli immigrati minorenni.
Si riferiscono a giovani migranti che non hanno né genitori né persone che li accudiscono, che si sono introdotti clandestinamente in Gran Bretagna stivati in treni, camion e navi e poi hanno chiesto asilo.
Se un rifugiato non ha un certificato di nascita o altri documenti di viaggio, un agente addetto allo screening del Ministero dell’Interno deve decidere se è o meno un bambino in base all'”aspetto fisico e al comportamento”.
A meno che le persone appaiano “notevolmente” oltre i 18 anni, dovrebbe essere “concesso il beneficio del dubbio e trattati come bambini” fino a quando non verranno valutati in base all’età dagli assistenti sociali locali, secondo le regole ufficiali.

Ciò per evitare il rischio che un bambino migrante venga accidentalmente inserito in alloggi per adulti o in stato di detenzione. Ma in alcune occasioni è accaduto che adulti considerati dei ragazzini erano un potenziale rischio per gli studenti, le famiglie affidatarie o i bambini in affido.
Le cifre del Ministero dell’Interno rivelano che dal 2006 ci sono state 12.942 dispute sull’età tra i richiedenti asilo minorenni, con 5.965 che risultavano avere più di 18 anni.
Il report di Bolt sostiene che il personale del Ministero dell’Interno “non era sicuro nel fare valutazioni iniziali sull’età dei richiedenti che affermano di essere bambini, in particolare dovendo giudicare se la persona avesse “significativamente” più di 18 anni “e dovesse essere inserita nel trattamento per gli adulti”.
La Gran Bretagna è uno dei soli tre paesi dell’UE, con l’Irlanda e Cipro, a non utilizzare controlli medici per verificare l’età dei richiedenti asilo minorenni.
Le altre nazioni consultano medici, dentisti o psicologi per eliminare gli adulti che tentano di abusare del regime di asilo fingendo di essere ragazzini.

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