Cronaca Mondo

Va in rehab prima delle nozze per smettere di fumare: lo torturano a morte

Va in rehab prima delle nozze per smettere di fumare: lo torturano a morte

Va in rehab prima delle nozze per smettere di fumare: lo torturano a morte

LAHORE – Aqaash Arsalan, 25 anni pakistano, in vista del matrimonio era talmente entusiasta che aveva anche deciso di smettere di fumare. “Quando l’ha annunciato alla famiglia, sono rimasti tutti stupiti. Aqaash era un fumatore incallito e cercavo di farlo smettere da anni”, dice il fratello Sibghat Khokhar. È stato ricoverato al Promise Psychiatrist and Rehabilitation Centre di Lahore ma invece di aiutarlo a smettere di fumare, l’hanno ucciso, scrive The Tribune Express.

“Eravamo felici per la decisione ma a tre giorni dall’entrata nel centro di riabilitazione, abbiamo ricevuto la devastante notizia della sua morte”. Il povero Aqaash nel rehab è stato torturato a morte e ha subito atroci violenze. Il 25enne, la cui famiglia è benestante, era proprietario di una pompa di benzina. Era un ragazzo gioioso, divertente e al contempo molto responsabile; l’unico problema era l’amore per le “bionde”: fumava continuamente, al punto tale che lui stesso si sentiva frustrato e, in vista del matrimonio aveva deciso di chiudere definitivamente con le sigarette.

Il fratello maggiore, Zeeshan Hassan, medico, ha visitato il centro e incontrato l’amministratore Dilawar: il giovane sarebbe rimasto 40 giorni e per il solo soggiorno hanno pagato 175.000 rupie, circa 2.300 euro. Dopo 3 giorni dall’ammissione al centro, Aqaash è stato ricoverato all’ospedale Jinnah per problemi respiratori ma quando la famiglia è arrivata, Dilawar era accanto al corpo ormai senza vita del giovane.

Hassan ha notato dei segni di tortura, chiazze di sangue rappreso anche sulla testa. Quando ha chiesto a Dilawar il perché delle ferite, ha cambiato versione e detto che Aqaasha era caduto dalle scale.
La famiglia ha chiesto l’autopsia e un rapporto della polizia ma nel frattempo Dilawar si era dileguato.
Secondo l’autopsia, il giovane è stato torturato al punto che aveva dieci costole fratturate ed è morto a pochi minuti di distanza dai traumi riportati.

“Le lesioni sono state causate da colpi da corpo contundente, la morte provocata da danni ai polmoni e fegato a cui sono seguite emorragie e shock. La ferita alla testa può essere stata fatale”. La polizia ha arrestato tutti i sospetti e l’investigatore Shafiq Bhatti ha detto al The Express Tribune che secondo le indagini iniziali, la vittima è stata brutalmente torturata dai dipendenti e dall’amministrazione e questo ha provocato la sua morte.

“Quando Aqaasah ha insistito per parlare con la famiglia è nata una discussione e hanno iniziato a picchiarlo. Torturare i pazienti, rientra nella routine del centro” ha affermato Bhatti. Secondo alcuni testimoni oculari, il direttore del centro avrebbe iniziato a torturare il 25enne quando ha chiesto una pizza.

Zeeshan, il fratello, aveva pagato in anticipo la quota di soggiorno in contanti, così che potesse comprare qualcosa da mangiare. Aqaash era un buongustaio e Zeeshan aveva chiesto a Dilawar di far mangiare al fratello tutto ciò che desiderava.

Ma quando il ragazzo ha chiesto la pizza, il direttore ha iniziato a picchiarlo dicendo: “Sei un tossicodipendente, sniffi cocaina e non sei altro che uno schifoso pover’uomo”. In quattro, hanno dato calci e pugni e Dilawar è intervenuto dicendo di picchiarlo ovunque, tranne sul viso. Poi, dopo avergli ordinato di chiedere perdono, hanno ricominciato a prenderlo a calci.

Sembra che Aasaqh piangesse e chiedesse di essere risparmiato ma invano: è stato colpito al torace, ha sbattuto la testa contro il muro, gridava che non riusciva a respirare ma i quattro aguzzini non si sono fermati. Li implorava di farlo bere ma continuavano imperterriti a infliggere ulteriori colpi. Infine, dopo le terribili torture e atroci sofferenze, Asaaqh è deceduto.

To Top