Retata di principi in Arabia Saudita. Ai domiciliari a 5 stelle. L’anti corruzione da loro funziona

di redazione Blitz
Pubblicato il 5 novembre 2017 12:39 | Ultimo aggiornamento: 5 novembre 2017 13:43
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Retata di principi in Arabia Saudita. Ai domiciliari a 5 stelle. L’anti corruzione da loro funziona. La fa funzionare il giovane principe ereditario Mohamed bin Salman, 32 anni, impegnato nella pulizia e nella modernizzazione del regno

RIAD – Retata ai vertici della Arabia Saudita. Undici principi, 4 ministri in carica e decine di ex ministri e businessman, in tutto 38 persone, sono stati arrestati per ordine del nuvo comitato anti corruzione voluto e guidato dal nuovo principe ereditario Mohammed bin Salman. Sono ai domiciliari, molti se ne stanno nel conforto dell’hotel Ritz-Carlton e altri alberghi a 5 stelle di Riad, la capitale. Ma sono in stato di arresto.

Da quando il re della Arabia Saudita, Salmān bin ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saūd, lo ha nominato principe ereditario al posto del nipote, il 57.enne Mohammed bin Nayef, Mohamed, che del re Salman e e della sua terza moglie Fahda bint Falah bin Sultan Al Hithalayn è figlio e ha 32 anni, ha fatto tremare le vene e i polsi del vecchio, corrotto e ultra conservatore establishment saudita. Il fatto forse più noto nel mondo è che alle donne, per la prima volta, è stato permesso di guidare la macchina. L’obiettivo più importante dal punto di vista dell’interesse di tutti noi è la guerra dichiarata dal giovane principe all’estremismo religioso islamico, la setta wahabita, che condiziona la dinastia reale frena lo sviluppo economico e il passaggio a una minore dipendenza dal petrolio e che viene vista come il letto di cultura del terrorismo islamico che affligge il mondo.

Nella retata è incappato anche il principe miliardario Alwaleed bin Talal (anche lui detenuto ai domiciliari nell’hotel Ritz-Carlton). Il suo patrimonio è valutato a 17 miliardi di dollari. Per un periodo, nel anni ’90, ha posseduto una quota del 2,7 per cento di Mediaset. Fu ricevuto da Berlusconi a Palazzo Chigi. Alwaleed possiede il mitico albergo Savoy di Londra, è azionista di Apple, Twitter, della News Corporation di Rupert Murdoch (Sky), Citigroup, la catena dei Four Seasons hotel e di Lyft, società di car sharing.

La notizia dell’arresto è stata confermata all’agenzia di stampa Ap da un manager della King Holding Company presieduta da Alwaleed. Il manager ha voluto mantenere l’anonimato.

Anche se in passato ha comprato un albergo e una banca da Donald Trump, Alwaleed si scontrò pubblicamente con lui quando l’americano annunciò la sua candidatura.

All’origine della retata, le indagini aperte dal comitato anti corruzione sugli interventi pubblici in seguito alla alluvione di Jeddah del 2009 e su  qualcosa che ha a che fare con il virus Corona, noto anche come la sindrome respiratoria del Medio Oriente o Middle East Respiratory Syndrome (MERS),

Se lo avessero fatto in Italia ai tempi dell’aviaria, con milioni di euro di vaccini comprati e buttati, chissà cosa sarebbe venuto fuori. Per quanto riguarda le calamità naturali, in Italia si potrebbe scrivere una enciclopedia. Purtroppo la nostra anti corruzione è piuttosto un organismo burocratico che dà patenti di buona condotta ai funzionari pubblici.

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