Richard, che con un battito di ciglia ha scelto di vivere.

Pubblicato il 15 luglio 2010 10:29 | Ultimo aggiornamento: 15 luglio 2010 10:29

Richard Rudd

Era il 23 ottobrre del 2009 quando Richard Rudd, conducente d’autobus di 43 anni, venne centrato e travolto da un’automobile mentre percorreva una strada del Lincolnshire in sella alla propria moto.

Da allora rimase paralizzato  in un letto dell’ospedale Addenbrooke di Cambridge: nessuna reazione alle cure e alle stimolazioni, nessun segno di attività cerebrale sui monitor.

Tenuto in vita da un ventilatore e da un tubo per la nutrizione infilato nello stomaco, Richard Rudd non riusciva neppure a rispondere ai segnali dei medici.

Dopo tre settimane di attese e controlli i medici del Neuro Critical Care Unit di Cambridge gli fecero la domanda: “Vuoi continuare a vivere?”. Inaspettata, la risposta del paziente arrivò. Prima un battito di ciglia, poi, per tre volte, la pupilla si è mossa verso sinistra, che nel linguaggio di chi non ha lingua vuol dire sì.

Con quei movimenti quasi impercettibili, Richard Rudd scelse di vivere, lui che aveva sempre detto, anche alla sua nuova fidanzata e alle sue figlie Charlotte e Bethan, 18 e 14 anni, che se si fosse un giorno trovato in una situazione di incoscienza totale, di infermità e insensibilità, avrebbe preferito farla finita.

“Non eravamo mai riuisciti a comunicare con lui, raccontano i medici del Neuro Critical Care Unit alla Bbc, il suo cervello era come blindato, i processi cognitivi congelati”.

Negli ultimi mesi Rudd ha compiuto insperati progressi. Muove la testa, percepisce le situazioni attorno, sorride agli scherzi. Il suio corpo resterà paralizzato, ma lui potrà comunicare usando lingua, occhi, e muscoli del volto.