Riesumata la bara di Wojtyla in vista della beatificazione: cardinali commossi

Pubblicato il 30 Aprile 2011 7:01 | Ultimo aggiornamento: 30 Aprile 2011 1:38

CITTA’ DEL VATICANO – Sono stati momenti ”di grande partecipazione spirituale”, di preghiera, e anche di grande commozione, soprattutto per le persone che furono più vicine a Giovanni Paolo II, quelli dell’estrazione della bara dalla tomba nelle Grotte vaticane avvenuta venerdì mattina in attesa della traslazione in basilica che avverrà domenica prima della cerimonia di beatificazione.

In particolare il cardinale Stanislao Dziwisz, fedele segretario di Wojtyla per circa 40 anni, prima nella diocesi di Cracovia di cui ora è arcivescovo e poi nei quasi 27 anni di pontificato, subito dopo che la teca è stata sollevata dalla tomba e posta su un cavalletto, prima l’ha accarezzata per lunghi secondi e poi si è chinato a baciarla.

Lo stesso ha fatto il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato vaticano. Intorno assistevano il cardinale Angelo Comastri, arciprete di San Pietro e vicario del Papa per la Città del Vaticano, che alle 9.00, all’inizio della riesumazione, aveva guidato il momento di preghiera intonando le litanie, quindi gli altri presuli della Basilica e del Capitolo di San Pietro, poi il ”governatore” vaticano, card. Giovanni Lajolo, il sostituto della Segreteria di Stato mons. Fernando Filoni, gli altri arcivescovi Carlo Maria Vigano’, Piero Marini, il polacco Zygmunt Zimowski, ora ”ministro” vaticano della sanità.

Presenti, e molto commosse, anche le sei suore che durante il pontificato di Wojtyla hanno servito nell’appartamento papale, e che si sono avvicinate alla bara dell’amatissimo Pontefice. Tra loro anche suor Tobiana, che raccolse l’ultima frase del Papa (”lasciatemi andare alla Casa del Padre”) e che domenica mattina in Piazza San Pietro rechera’ all’altare della beatificazione la reliquia con il sangue di Giovanni Paolo II, insieme a suor Marie Simon-Pierre, la religiosa francese guarita dal Parkinson per intercessione del nuovo beato.

In tutto nella cripta vaticana c’erano alcune decine di persone, compresi i responsabili della Gendarmeria e delle Guardie svizzere, vari funzionari vaticani e gli operai della Fabbrica di San Pietro che hanno svolto in un clima di grande raccoglimento e devozione la pietosa opera di riesumazione. La teca posta sul cavalletto è stata coperta con un drappo damascato in oro.

Quindi, sempre mentre i presenti recitavano le litanie, è stata portata a pochi metri di distanza, davanti al sepolcro di San Pietro, dove restera’ fino a domenica mattina. E anche qui, prima di congedarsi, il fedele Stanislao, non ha potuto fare a meno di baciarla di nuovo. Proprio a Cracovia, tra l’altro, verrà portata la pietra in marmo che fino a stamane chiudeva la tomba: sarà collocata in una nuova chiesa da dedicare al nuovo beato.

Qui di seguito, le immagini della riesumazione della bara di Wojtyla e nuove immagini dei preparativi della beatificazione (foto LaPresse):