Cina, 10 anni di carcere per corruzione al manager australiano della Rio Tinto

Pubblicato il 30 Marzo 2010 0:40 | Ultimo aggiornamento: 30 Marzo 2010 19:41

Dieci anni di carcere per il manager australiano della compagnia Rio Tinto e dure condanne anche per altri tre suoi colleghi, accusati in Cina di aver venduto informazioni segrete e di aver incassato 13 milioni di dollari di mazzette da alcune compagnie siderurgiche cinesi nel 2009.

La sentenza, annunciata oggi dal Tribunale Intermedio del Popolo di Shanghai, ha inflitto dieci anni di prigione a Stern Hu, cittadino australiano, e pene tra i quattordici e i sette anni ai suoi tre collaboratori cinesi. Hu è stato condannato a dieci anni per le pratiche commerciali scorrette e a cinque anni per corruzione e la pena gli è stata ridotta, hanno precisato i giudici, perché ha mostrato “pentimento” nel corso del processo, molto importante nel sistema giudiziario cinese. Il manager australiano dovrà anche pagare una multa di 50mila euro.

Il processo a Shangai ha provocato allarme fra gli investitori stranieri e causato le proteste dell’Australia, che ha definito la condanna di Stern Hu, manager della compagnia mineraria, ”ingiusta” ed ”eccessiva. ”Pene “troppo severe” secondo il ministro degli esteri australiano Stephen Smith che ha precisato però come le sentenze “non avranno influenza” sulle relazioni tra i due Paesi. La Rio Tinto ha comunque annunciato il licenziamento dei quattro accusati, aggiungendo di voler mantenere buoni rapporto con Pechino.

La compagnia australiana detiene con altre due multinazionali -la anglo-australiana BHP Billiton e la brasiliana Vale- il monopolio dell'”iron ore”, la materia prima necessaria a produrre l’ acciaio, della quale la Cina è il maggior consumatore mondiale.  I quattro, secondo i giudici, avrebbero accettato le “mazzette” da piccoli produttori di acciaio in cambio della fornitura di “iron ore” a prezzi minori di quelli stabiliti nei negoziati.