Tripoli è caduta: Gheddafi ha le ore contate

Pubblicato il 22 Agosto 2011 8:19 | Ultimo aggiornamento: 22 Agosto 2011 14:13

TRIPOLI – Tripoli è caduta: Gheddafi ha ormai le ore contate. Combattimenti sempre più violenti sono in corso attorno alla residenza del colonnello Gheddafi a Tripoli, come ha riferito un giornalista della France Presse sul posto.

Da ieri sera Tripoli è in mano agli insorti che hanno preso il controllo di numerosi quartieri. Combattimenti violenti sono in corso anche nel sud della capitale, sempre secondo il giornalista della France Presse.

Dalle 6 di stamani si sono potuti udire colpi di artiglieria pesante nella zona sud di Tripoli, ha precisato, senza però poter determinare con esattezza la provenienza.

Le truppe di Gheddafi continuano a combattere contro gli insorti e controllano il 15-20% di Tripoli.  ”Controllano quattro aeree della capitale che rappresentano solo il 15-20% della città”, ha detto il ribelle identificato come ‘Nasser’.

Un carro armato è stato visto uscire dal bunker del colonnello Gheddafi e lasciare la zona dei combattimenti a Tripoli. Lo riferiscono fonti degli insorti ad al Jazira.

Fonti dei ribelli anti Gheddafi hanno detto che dall’aeroporto a sud della capitale truppe fedeli al rais coadiuvate da mezzi blindati e alcuni tank si stanno dirigendo verso la capitale. Scontri sono in corso anche in altre parti della città e vi sono feriti tra le file dei ribelli.

Il colonnello Muammar Gheddafi e’ ancora nella sua residenza di Bab Al-Aziziya a Tripoli. Lo ha detto un diplomatico nella capitale libica che lo ha incontrato nelle ultime due settimane. ”E’ sempre a Tripoli e si trova nel suo bunker di Bab Al-Aziziya”, ha detto il diplomatico che ha voluto mantenere l’anonimato.

Il governo sudafricano non ha inviato alcun aereo a Tripoli per portare in salvo il colonnello Muammar Gheddafi e il rais libico non ha chiesto asilo al paese africano. Lo ha detto oggi il ministro degli esteri di Johannesburg secondo il quale il suo paese non ne faciliterà l’uscita di scena perché ”sono i libici che devono decidere il loro futuro”.

”Il governo sudafricano vorrebbe smentire le voci secondo le quali ha inviato aerei in Libia per trasportare il colonnello Gheddafi e la sua famiglia verso una destinazione sconosciuta” ha dichiarato il ministro degli Esteri, signora Maite Nkoana-Mashabane.

Dell’ipotesi che il Sudafrica potesse offrire asilo a Gheddafi, una volta deposto, aveva parlato due giorni fa la tedesca Bild.

”I combattimenti e i cannoneggiamenti sono ancora in corso. E’ un disastro”. E’ quanto riferiscono all’Agenzia Fides da Tripoli fonti locali, che hanno chiesto l’anonimato per ragioni di sicurezza. ”Non sappiamo – aggiungono – come stia evolvendo la situazione perche’ uscire di casa significa mettere a rischio la vita”.

Le stesse fonti fanno sapere che al momento non si conosce la sorte del leader Gheddafi. Le fonti di Fides ricostruiscono cosi’ gli ultimi avvenimenti: ”I ribelli hanno iniziato la loro offensiva venerdi’ sera. Sabato 20 agosto alle 9 del mattino sono iniziati violenti combattimenti che sono durati fino all’una. Domenica 21 i combattimenti sono ripresi con violenza e sono durati tutta la giornata. I bombardamenti aerei della Nato sono continuati fino a ieri. Sono stati molti violenti specialmente sabato durante le prime fasi dell’offensiva di terra”.

Saif al-Islam, il figlio di Muammar Gheddafi catturato a Tripoli, e’ al centro di contatti tra la Corte penale internazionale (Cpi) e le forze ribelli per un suo eventuale trasferimento all’Aja. Lo si e’ appreso da fonti della Cpi.

Il 27 giugno scorso la Cpi, accogliendo la richiesta del procuratore Luis Moreno-Ocampo, aveva spiccato mandati di cattura nei confronti di Muammar Gheddafi,del suo secondogenito, Saif al-Islam, 39 anni (considerato dai giudici il ”premier de facto”, ”vero delfino di Gheddafi”) e per lo spietato capo dei servizi segreti libici, Abdullah al-Senussi (62), responsabile delle atrocita’ commesse dalle sue forze di sicurezza.

Responsabili del Consiglio nazionale di transizione (Cnt), organo politico della ribellione anti Gheddafi, sono in questo momenti in viaggio verso Tripoli, che all’80-90 per cento sarebbe gia’ caduta nelle mani dei rivoltosi.   Lo si e’ appreso da una fonte militare della ribellione secondo la quale il gruppo e’ composto per lo piu’ da rappresentanti di Tripoli in seno al Cnt.

Sostenitori di Gheddafi in abiti civili si aggirano armati stamani per Tripoli e sparano sulle auto e sulle persone.

La situazione nella capitale viene descritta come piu’ pericolosa stamani rispetto a ieri sera, proprio a causa di questi cecchini pro-Gheddafi. La linea del fronte secondo le stesse fonti si trova ora nei pressi della cittadina di Azizya.

Le forze leali a Gheddafi hanno carri armati vicino al porto di Tripoli e al compound del rais. Lo ha riferito un ufficiale dei ribelli.

Khamis Gheddafi, uno dei figli del rais, comandante della 32/a brigata, guida forze governative verso il centro di Tripoli. Lo riferisce la tv Al Arabiya, citando fonti dei ribelli. Secondo la tv panaraba, le truppe sono partite dal compound di Gheddafi di Bab al-Aziziya.

”Il 90% di Tripoli e’ stata conquistata dai ribelli. Ci sono ancora dei punti dove gli africani (mercenari di vari paesi al soldo del regime) combattono ancora, entrano nelle case e portano via tutto. Ma gli stanno dando la caccia. In quelle zone e’ un gran caos. Quasi tutta la gente e’ in strada armata”. Al telefono dalla capitale libica une ex giovane ufficiale di complemento dell’esercito di Muammar Gheddafi parla con un amico che si trova di fronte all’ambasciata libica a Roma, insieme ad altri cinque giovani libici, per avere assistenza essendo richiedente asilo.

Il primo ministro libico Baghdadi al Mahmoudi e’ in Tunisia. Lo riferisce la tv al Jazira. I ribelli libici a bordo di camion, auto e pick-up stanno convergendo in massa dall’ovest di Tripoli verso il centro della capitale , brandendo armi e suonando i clakson. Lo affermano testimoni.

Al momento non ci sono negoziati tra i ribelli e la corte penale internazionale riguardo il figlio di Gheddafi, Saif al Islam, catturato ieri. E’ quanto afferma il dal presidente del Consiglio nazionale di transizione (Cnt), Mustafa Abdel Jalil, che ha parlato al canale satellitare al Arabiya.    Abdel Jalil ha anche detto che per ora nessuno e’ entrato nel compound di Gheddafi.

l Consiglio nazionale transitorio libico (Cnt) si prepara a trasferire la propria sede da Bengasi a Tripoli, ormai sotto ”il controllo quasi totale” dei ribelli. Lo ha annunciato il presidente del Cnt, Mustafa Abdel Jalil al telefono con la tv al Arabiya.    ”Prepariamo dei voli per Tripoli” da Bengasi, la roccaforte della ribellione, sottolineando tuttavia che ”alcune sacche di resistenza ostacolano questi piani”. ”Ma se Dio vuole – ha aggiunto – le elimineremo nelle prossime 48 ore”.