Roberto Gianfalla, da Palermo al traffico d’organi in Madagascar

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 ottobre 2013 14:49 | Ultimo aggiornamento: 4 ottobre 2013 14:54
Roberto Gianfalla, da Palermo al traffico d'organi in Madagascar

Roberto Gianfalla, da Palermo al traffico d’organi in Madagascar

ROMA – Dei tre uomini linciati e bruciati ancora vivi in Madagascar, uno era italiano, Roberto Gianfalla, originario di Palermo. Lo strazio e l’orrore per l’accaduto non può nasconde la gravità delle accuse nei confronti di Gianfalla, il francese Sebastien e un malgascio: traffico di organi umani. La furia scatenatasi nell’isola di Nosy Be scaturisce da un macabro ritrovamento: il cadavere di un bambino di otto anni con i genitali e la lingua recisi. Il malgascio sembra sia lo zio del povera vittima.

Il fatto che l’Italia non riconosca il governo del Madagascar (nato da un golpe militare) rende più difficile ogni maggiore presa di coscienza informata. Il corrispondente consolare riferisce che i locali si sarebbero fatti giustizia da soli dopo aver provocato altri incidenti alla gendarmeria locale (un morto e diversi feriti) che aveva la responsabilità delle indagini. Contro i due occidentali c’è anche un altro ritrovamento di organi umani, stavolta conservati nel frigo della camera d’albergo dove i due risiedevano. Secondo le informazioni da Nosy Be prima di essere trucidati i due “vazaha” (stranieri occidentali) avrebbero ammesso di essere trafficanti di organi.

Ma chi era Roberto Gianfalla? A Palermo viveva come un vagabondo – ricorda il gioielliere Tullio Marceca che ha un negozio in via Meli – abitava in una casa diroccata in un vicolo qui vicino. Era un ragazzo buono ma a volte perdeva il controllo. Noi lo abbiamo aiutato parecchie volte. Gli abbiamo comprato, cibo e vestiti e anche un fornellino a gas per cucinare”. Un uomo sempre in viaggio: prima il diploma alberghiero in Francia, poi un lungo periplo intorno al mondo fino in New Mexico dove aveva aperto una  pizzeria a Taos. Padre di due figli non viveva più con la famiglia da tempo, a Palermo non gli è rimasto più nessuno.