Robin Williams, vedova: “Non si è ucciso per la depressione”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 Novembre 2015 10:42 | Ultimo aggiornamento: 4 Novembre 2015 10:42
Robin Williams (foto Ansa)

Robin Williams (foto Ansa)

NEW YORK – Non è stata la depressione a spingere al suicidio Robin Williams. Ne è sicura Susan Schneider, la vedova dell’attore che si è tolto la vita a 63 anni l’11 agosto 2014. Robin Williams soffriva di una forma di demenza chiamata DLB (Dementia with Lewy Bodies), della quale la depressione è “solo uno dei 50 sintomi e uno dei minori” ha detto la Shneider.

“Stavamo vivendo un incubo –  ha raccontato Susan a Good Morning America – Robin avrebbe potuto vivere forse altri tre anni, se fosse stato fortunato. Ma sarebbero stati anni difficili”.  L’ultimo mese, nonostante tutti gli sforzi, “la diga si è rotta”. Racconta la donna: “Un minuto era totalmente lucido, quello dopo diceva qualcosa che non aveva senso”. Anche se i sintomi stavano peggiorando rapidamente, i medici non hanno avuto chiaro il quadro della patologia fino all’autopsia: “Ora so che stavano facendo le cose giuste, solo che la malattia era più veloce e più grande di noi. Ci saremmo arrivati comunque, alla fine”.

Susan dice di aver passato l’ultimo anno a cercare di capire che cosa ha ucciso davvero suo marito. “È stato un caso unico, e prego Dio che possa fare chiarezza sulla demenza a corpi di Lewy per i milioni di persone che ne soffrono e per i loro cari”. Susan ha raccontato anche, tra le lacrime, il loro addio: “Stavo andando a letto, è entrato nella stanza un paio di volte e ha detto: Buonanotte, amore mio. Poi è tornato, ha preso il suo iPad, sembrava avesse qualcosa da fare. Che stesse meglio. Ha ripetuto: Buonanotte, buonanotte. E quelle sono state le ultime parole”.