Roma. Salgono a 5 gli italiani rapiti nel mondo, uno sparito nel 2013

Pubblicato il 20 luglio 2015 11:55 | Ultimo aggiornamento: 20 luglio 2015 11:55
Paolo Dall' Oglio

Paolo Dall’ Oglio

ROMA – Con il rapimento dei 4 dipendenti italiani in Libia, salgono a cinque i connazionali sequestrati nel mondo. L’ultimo italiano a essere liberato, il 9 giugno scorso, è stato Ignazio Scaravilli, il medico catanese sequestrato in Libia a gennaio.

Dal luglio del 2013 non si hanno notizie di Padre Paolo Dall’Oglio, di cui si sono perse le tracce in Siria da allora. Sessant’anni, gesuita romano, per trent’anni e fino alla sua espulsione nell’estate del 2012, Dall’Oglio ha vissuto e lavorato nel suo Paese d’adozione in nome del dialogo islamo-cristiano. Regolarmente emergono notizie – mai confermate – sulla sua morte o prigionia.

Le informazioni circolate negli ultimi mesi lo davano per detenuto in una delle prigioni dell’Isis a Raqqa. Ma anche questa circostanza non ha trovato conferme. Ciclicamente fonti legate ai gruppi terroristici speculano sulla vicenda Dall’Oglio, comunicando che è vivo e che si trova recluso, nelle mani di un gruppo di ribelli piuttosto che un altro.

I quattro italiani rapiti in Libia sono dipendenti della società di costruzioni Bonatti, con sede a Parma, e secondo quanto riferisce la Farnesina, sono stati sequestrati nei pressi del compound dell’Eni nella zona di Mellitah. L’Unità di Crisi si è immediatamente attivata per seguire il caso ed è in contatto costante con le famiglie dei connazionali e con la ditta Bonatti.