Russia, figlia disabile dopo inseminazione. Clinica a mamma: “Abbandonala e rifai inseminazioni gratis”

di Caterina Galloni
Pubblicato il 6 Ottobre 2019 6:00 | Ultimo aggiornamento: 4 Ottobre 2019 20:45
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La mamma e la figlia disabile russa

ROMA – Svetlena Borodulina per diventare mamma aveva fatto ricorso alla banca del seme, aveva dato alla luce Nika una bambina disabile che soffre di atrofia muscolare spinale: per curare la piccola, che ora ha due anni e mezzo, deve sostenere notevoli spese e i medici della clinica dove ha effettuato la fecondazione, le hanno suggerito “di abbandonarla in orfanotrofio e riprovare a rimanere incinta gratuitamente” con un altro donatore.

Ai media russi, Borodulina ha dichiarato che le era stata garantita la nascita di un bambino “sano e normale” ma ora deve pagare costose cure mediche per la figlia e inoltre lo stress ha provocato la rottura del matrimonio con il marito Sergei.

Quando Borodulina si è risposata voleva un altro bambino ma il marito Sergei era sterile. Si è rivolta alla banca dello sperma ma lei e il donatore avevano gli stessi geni rari, un fatto che al momento della fecondazione non era stato individuato.

Aveva chiesto se il donatore fosse sano e i medici l’avevano rassicurata: era tutto sotto controllo. La malattia di Nika ha iniziato a manifestarsi quando aveva quattro mesi, non si muoveva bene e non riusciva ad alzare la testa. Un neurologo dopo averla visitata aveva detto alla Borodulina:”E’ una malattia mortale”. Quando aveva chiesto cosa fare, le era stato risposto: “Prepara una bara”.

“Stavo tremando, non gli credevo”, ricorda la donna che successivamente è tornata in clinica e medici le hanno consigliato di abbandonare la bambina in un orfanotrofio e “riprovare gratuitamente con un altro donatore”, testato in una clinica europea. La direttrice della clinica, Olga Berestova, non ha commentato ma solo  affermato che si è verificata una rara situazione in cui la madre condivideva la stessa “patologia genetica” del donatore di sperma.

I donatori vengono esaminati ma, secondo la legge russa, ciò non include lo screening per “malattie genetiche recessive”, ha riferito l’avvocato della clinica Anastasia Barannikova ai media russi. Borodulina ha avviato un’azione legale per far fronte alle spese per curare Nika, che attualmente fa delle iniezioni di Spinraza che costano più di 100.000 euro a fiala. (Fonte: Daily Mail)