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Russia, Sochi. Guerriglieri caucasici, caccia alle ”vedove nere”

Guerriglieri caucasici

Guerriglieri caucasici

RUSSIA, MOSCA – E’ caccia alle ‘vedove nere’, le mogli di guerriglieri uccisi, nel Caucaso del nord, dopo il duplice attentato kamikaze di fine anno a Volgograd che ha rilanciato l’allarme terrorismo sui Giochi olimpici di Sochi. Nei controlli dei servizi di sicurezza e’ stata fermata ad Astrakan, città sul Caspio a circa 1000 km da Sochi,

Viktoria Volkova, 25 anni, vedova di un ‘ribelle’ che, dopo essersi convertita all’Islam nel 2011, aveva preso il nome musulmano di Aisa Kurbatova, come scrive il quotidiano Izvestia. Nella sua abitazione e’ stato rinvenuto un ordigno artigianale imbottito di chiodi e pezzi di metallo. La donna ha sostenuto di non saperne nulla e che la bomba appartiene al marito, Viktor Volkov, un facchino del mercato di Astrakan arruolato dai guerriglieri caucasici nel 2010 e convertitosi anche lui alla fede di Maometto assumendo il nome di Valid.

Passato nelle fila di un gruppo di ribelli in Daghestan e accusato di aver partecipato a vari attentati contro poliziotti, agenti dei servizi segreti e di un procuratore, era stato eliminato lo scorso settembre dalle forze dell’ordine russe. Ora in tutto il Caucaso del Nord la polizia sta sorvegliando i russi convertitesi recentemente all’Islam e tutte le mogli e le vedove dei guerriglieri, considerate potenziali kamikaze: nella sola regione di Astrakan ce ne sarebbero una cinquantina.

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