Russia, rinviata all’anno prossimo la caccia all’oro di Kolciak nel lago Baikal

Pubblicato il 4 Settembre 2010 15:45 | Ultimo aggiornamento: 4 Settembre 2010 17:05

Il lago Baikal

Continuerà il prossimo anno nel lago siberiano Baikal la caccia al tesoro dell’ammiraglio zarista Aleksandr Kolciak, 180 tonnellate d’oro che potrebbero essere finite nella più grande riserva d’acqua dolce del mondo sullo sfondo della guerra civile russa.

Oggi il batiscafo Mir-2 si è immerso a 420 metri di profondità ma il suo braccio meccanico non è riuscito ad afferrare gli oggetti che nei giorni scorsi sono stati visti brillare in una grossa fessura dei fondali. Le ricerche saranno riprese la prossimo estate.

”Almeno ora sappiamo dove cercare l’oro di Kolciak”, ha spiegato Roman Afonin, rappresentante del fondo per la conservazione del Baikal. Un anno fa la coppia di batiscafi aveva avvistato, a 700 metri di profondità, i frammenti di alcuni vagoni ferroviari risalenti all’epoca della guerra civile russa. Secondo alcuni esperti, potrebbero essere quelli finiti nel lago dopo un deragliamento, col loro carico d’oro preso in consegna da Kolciak, protagonista anche di un film di successo in Russia (Admiral).

Durante la prima guerra mondiale circa metà delle riserve aurifere della Russia zarista (505 tonnellate d’oro in lingotti) fu messa in salvo trasferendola dall’allora Pietrogrado a una banca di Kazan, capitale del Tatarstan.

Nell’agosto del 1918, dopo che i bolscevichi furono messi in fuga da Kazan dalle truppe bianche guidate da Kolciak, l’oro finì nelle mani dell’ ammiraglio e fu trasportato a Omsk, in Siberia, dove c’era il quartier generale dei Bianchi.

Con la successiva avanzata dei bolscevichi, però, l’oro fu spedito con alcuni treni verso Irkutsk, sul lago Baikal. Dopo la sconfitta di Kolciak, quando l’Armata rossa entrò in possesso del tesoro mancavano circa 180 tonnellate d’oro. Una ipotesi è che siano affondate con un treno deragliato lungo il lago.