La Russia proverà nuovamente ad uccidere Alexei Navalny, l’allarme della NATO

di Caterina Galloni
Pubblicato il 20 Settembre 2020 8:11 | Ultimo aggiornamento: 18 Settembre 2020 17:59
Alexei Navalny, foto Ansa

La Russia proverà nuovamente ad uccidere Alexei Navalny, l’allarme della NATO (foto Ansa)

La Russia “proverà nuovamente” a uccidere Alexei Navalny.

Secondo quanto riportato dal Daily Mail, agenti dell’intelligence NATO sostengono che l’indignazione dell’Occidente per lo scandalo del veleno Novichok non fermerà Putin.

Il team di Alexei Navalny, leader dell’opposizione, riferisce che in una bottiglietta d’acqua sono state rilevate delle tracce del veleno.

Il team inizialmente sospettava che fosse stato avvelenato all’aeroporto di Tomsk, ma in un post su Instagram ha affermato che tracce di Novichok sono state trovate in una bottiglietta d’acqua nella camera d’albergo di Tomsk dove soggiornava.

Un video pubblicato su Instagram di Navalny mostra i componenti del team mentre il 20 agosto perlustrano la stanza dello Xander Hotel appena saputo che Navalny si era sentito male in circostanze sospette.

Il video mostra la stanza, comprese due bottigliette d’acqua vuote lasciate su una scrivania e che il team mette nei sacchetti di plastica.

Fonti della NATO hanno detto a Business Insider che “non c’è altra spiegazione” se non che Mosca abbia ordinato l’attacco contro Navalny. Attualmente il leader dell’opposizione si sta riprendendo in un ospedale di Berlino.

L’Occidente ha chiesto risposte e il Parlamento europeo ha sollecitato severe sanzioni contro la Russia, ma gli agenti dell’intelligence della NATO hanno avvertito che le tensioni diplomatiche non impediranno agli agenti del Cremlino di provare nuovamente a uccidere Navalny.

Alla domanda se la pressione su Mosca avrebbe tenuto in vita Navalny nel caso tornasse in Russia, un agente ha risposto:”A breve termine forse, ma nel tempo assolutamente no”.

Un agente ha riferito che Putin è uscito relativamente indenne dagli avvelenamenti di Alexander Litvinenko nel 2006 e Sergei Skripal nel 2018, nonostante il sospetto che fosse dietro a entrambi.

“Se non gliene frega niente di uccidere delle persone sul suolo britannico perché nessuno gli farà nulla, cosa diavolo potrebbe impedirgli di uccidere uno dei suoi in Russia?”.

La portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova ha affermato che qualsiasi sanzione in nome di Navalny sarebbe “manifestamente anti-russa”, e ha accusato l’UE di aver intrapreso un “percorso distruttivo nei confronti del nostro paese”. (Fonte: Daily Mail).