Russiagate, il procuratore Mueller consegna rapporto: 22 mesi di indagini per 25 mln di dollari

di redazione Blitz
Pubblicato il 23 marzo 2019 2:12 | Ultimo aggiornamento: 23 marzo 2019 2:12
Russiagate, il procuratore Mueller chiude le indagini: 22 mesi per 25 mln di dollari

Russiagate, il procuratore Mueller chiude le indagini: 22 mesi per 25 mln di dollari

WASHINGTON – Il procuratore speciale per il Russiagate, Robert Mueller, ha consegnato al ministro della Giustizia americano William Barr, il rapporto sulle sue indagini. Un lavoro durato 674 giorni, per un totale di 22 mesi e un costo di 25 milioni di dollari. Ora sarà Barr a dover decidere quanto del rapporto condividere con il Congresso americano e quanto rendere pubblico. La Camera ha votato nei giorni scorsi una risoluzione con la quale chiede che il rapporto sia divulgato integralmente.

La consegna del rapporto mette fine a un’indagine durata quasi due anni e che ha gettato ombre sull’amministrazione Usa e sul presidente Donald Trump. Mueller, nominato dal vice ministro della Giustizia Rod Rosenstein il 17 maggio del 2017, era incaricato di indagare sulle interferenze russe nelle elezioni presidenziali del 2016. Per condurre l’inchiesta Mueller si è avvalso di 17 legali, molti dei quali provenienti dal Dipartimento di Giustizia, e di un grand jury.

 

L’indagine è costata in media 1,4 milioni di dollari al mese, per un totale – dati a ottobre 2018 – di 25 milioni di dollari. Una cifra elevata considerato che i 4 anni e mezzo di indagini su Bill Clinton erano costati 40 milioni di dollari. Ma Mueller grazie all’accordo strappato a Paul Manafort è riuscito a far incassare agli Stati Uniti una cifra quasi uguale a quella spesa per le sue indagini. L’ex responsabile della campagna di Trump si è impegnato restituire parte dei fondi accumulati con le sue attività ma anche a concedere agli inquirenti i proventi dalla vendita delle sue proprietà immobiliari, fra le quali gli appartamenti a New York, incluso quello nella Trump Tower, e la casa in Virginia.

Con l’indagine Mueller si è assicurato 7 ammissioni di colpevolezza, di cui quattro da persone che avevano lavorano per la campagna di Donald Trump. Fra gli accusati e gli incriminati ci sono 27 persone, di cui 25 di nazionalità russa. Accusate anche tre aziende russe. Da quando Mueller ha avviato l’inchiesta, Facebook ha rimosso 500 pagine e account da Facebook e Instagram, mentre Twitter ne ha rimossi 400. I legali che hanno aiutato Mueller hanno trascorso centinaia di ore in interrogatori: solo Michael Flynn, l’ex consigliere alla sicurezza nazionale di Donald Trump, è stato sentito in 19 interrogatori per un totale di 62 ore e 45 minuti.

A prescindere dalle conclusioni di Mueller e dal fatto che non viene raccomandata alcuna altra incriminazione, i problemi legali per Donald Trump e il suo più stretto circolo di collaboratori non sono finiti. Anzi, come riportano i media americani, i fronti aperti sono diversi. Le autorità di New York stanno infatti indagando sulla Trump Organization e sulla campagna di Trump del 2016 per accertare eventuali violazioni delle legge sui finanziamenti elettorali. Le stesse autorità hanno inviato mandati al comitato che si è occupato dell’inaugurazione di Trump per ottenere documenti.

Il procuratore generale di New York indaga inoltre sulla fondazione di Trump. A queste indagini si affiancano quelle avviate dai democratici in Congresso, dalla dichiarazione delle tasse di Trump alle pratiche della Casa Bianca per la concessione dei nullaosta di sicurezza, dai legami fra Deutsche Bank e il presidente ai pagamenti alla proprietà di Trump da parte di governi stranieri.

Il Dipartimento di Giustizia potrebbe comunicare al Congresso le conclusioni più importanti del rapporto sul Russiagate già nel fine settimana. (Fonte: Ansa)