San Bernardino, due islamici, la strage. Ma forse è vendetta

di Ermete Trismegisto
Pubblicato il 3 Dicembre 2015 16:53 | Ultimo aggiornamento: 3 Dicembre 2015 16:53
San Bernardino, due islamici, la strage. Ma forse è vendetta

San Bernardino, due islamici, la strage. Ma forse è vendetta

SAN BERNARDINO – Sono entrati armati fino ai denti in quel centro di recupero per disabili in cui uno di loro due lavorava. Si sono diretti a passo sicuro verso la sala conferenze. Sapevano che là c’era in corso una festa, che la ci sarebbero stati quasi tutti i dipendenti del centro. Lo sapevano perché uno dei due, Syed Farook, 28 anni era là poco prima della strage. Se n’era andato dopo aver litigato con alcuni colleghi. E’ tornato poco dopo e ha compiuto una strage. Con lui c’era la sua compagna, forse moglie. Una donna conosciuta su internet e sposata durante un viaggio in Arabia Saudita. I due avevano anche un figlio di sei mesi.

Così, il giorno dopo il massacro di San Bernardino, in California, dove Syed e il suo complice hanno ucciso 14 persone, l’America si interroga sui tanti, troppi, dubbi di questa storia. Si interroga, ancora una volta, su quell’accesso troppo facile che tutti, anche gli squilibrati, hanno alle armi. Si interroga Obama che da anni ne parla ma che nulla riesce a fare: troppo radicata una mentalità, troppo forte la lobby delle armi. Ma soprattutto si interrogano gli americani tutti sul quale sia la matrice della strage di San Bernardino.

Ci sono due ipotesi. Nessuna delle due, per ora, riesce a spiegare tutto. C’è l’ipotesi del terrorismo islamico. I colleghi dicono di Syed che era musulmano anche se di religione non parlava mai. C’è il viaggio in Arabia Saudita. Soprattutto c’è l’organizzazione quasi militare della strage. I due, ha spiegato la polizia, erano equipaggiati in modo tecnico. Hanno agito in modo troppo corretto per pensare ad una semplice strage compiuta per rabbia: c’era un piano. “Doveva essere pianificato, almeno in parte. Non credo che (Farook, ndr) sia tornato semplicemente a casa e si sia messo quegli abiti tattici”, ha spiegato lo sceriffo locale. Eppure non c’è certezza che sia terrorismo. I due erano sì islamici ma Syed Farook non sembra, allo stato attuale delle indagini, aver agito per motivi di fanatismo religioso.

E allora c’è l’ipotesi vendetta. Farook è andato via dopo una discussione. E’ andato a casa, ha preso la compagna, si è vestito come un soldato per una missione militare e ha organizzato meticolosamente la strage. Quindi ha colpito. Prima di essere ucciso dalla polizia. Tutto questo, forse, solo per vendicarsi. Forse la litigata è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Vendetta o meno di certo è stata pianificata, organizzata ed eseguita con cura maniacale. E con quelle armi che, negli Usa, continua ad essere troppo facile procurarsi.