San Bernardino: incubo Isis. Killer islamico…come Parigi?

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 Dicembre 2015 8:19 | Ultimo aggiornamento: 3 Dicembre 2015 12:05
San Bernardino: incubo Isis. Un killer in Arabia Saudita...

San Bernardino: incubo Isis. Un killer in Arabia Saudita… (foto Ansa)

LOS ANGELES – Si chiamavano Syed Rizwan Farook e Tashfeen Malik, un uomo e una donna, lui aveva 28 anni, lei 27, i due killer di San Bernardino, in California. Erano marito e moglie, arabi, e le modalità di attacco riportano inevitabilmente alla mente le stragi di Parigi di poche settimane fa.

Avevano preparato con cura l’attentato, predisponendo anche tre bombe in varie parti del palazzo preso a target, che la polizia ha individuato e disinnescato più tardi. Farook, un uomo tranquillo e educato, non sembrava nutrire risentimenti. Era un devoto musulmano, portava la barba lunga ma non parlava mai di religione. Eppure l’America è piombata nell’incubo terrorismo: non si può dire con certezza che facessero parte di un’associazione terroristica o che fossero simpatizzanti di Isis o di altri gruppi jihadisti, ma l’incubo si sta diffondendo a macchia d’olio in queste ore in negli Stati Uniti.

Farook, un uomo tranquillo e educato, non sembrava nutrire risentimenti. Era stato in Arabia Saudita ed era tornato con una nuova moglie che aveva conosciuto on line. La coppia aveva un bambino e sembrava vivere “il sogno americano”, secondo un collega che divideva l’ufficio col killer.

Syed Farook e Tashfeen Malik, armati fino ai denti e in tuta mimetica, mercoledì mattina alle 11 ora locale, hanno aperto il fuoco su un gruppo di persone, uccidendone 14 e ferendone altre 17. Le vittime stavano festeggiando il Natale negli uffici dello Inland Regional Center, un istituto che si occupa di persone con disabilità e che offre anche lezioni individuali di educazione sessuale sempre per disabili. Syed Farook, lavorava nel centro da 3 anni.

I due assalitori, fuggiti a bordo di un Suv, sono stati uccisi dalla Polizia dopo un inseguimento durato l’intero pomeriggio. Una terza persona è stata arrestata, ma, precisa il Los Angeles Times, potrebbe non essere in connessione con la sparatoria, che, secondo la Polizia, era stata preparata con un certo grado di pianificazione.
Syed Farook aveva 28 anni, era alto, magro, portava la barba lunga e fluente. Secondo due colleghi, Patrick Baccari e Christian Nwadike, Syed Farook, che ha lavorato con loro allo IRC per tre anni come ispettore sanitario, parlava molto poco ma piaceva ai colleghi, forse anche perché passava la maggior parte del tempo in servizi esterni.
Syed Farool era un devoto islamico ma raramente parlava di religione sul posto di lavoro.

Griselda Reisinger, una ex collega di Syed Farook, ha detto al Los Angeles Times: “Non mi è mai sembrato un fanatico, non mi ha mai insospettito”.

Ma sotto quella apparente normalità, covava il fuoco. Ancora pochi minuti prima della strage, Syed Farook era in mezzo ai 500 colleghi che festeggiavano il prossimo Natale. Poi a un certo momento è sparito. Era agitato, secondo le testimonianze raccolte dalla Polizia, e è andato via dalla festa prima degli altri, al momento delle foto ricordo.
“Dove è Syed?” ha chiesto un collega.
Syed era fuori, dove lo aspettava Tashfeen Malik, secondo la polizia moglie o fidanzata di Syed Farook, che col Suv su cui sarebbero fuggiti aveva anche portato le mimetiche e le armi.

Parenti dei due killer sentiti dal Los Angeles Times hanno confermato che i due erano sposati da 2 anni.

Il cognato di Syad Farook, Farhan Khan, ha detto di averlo per l’ultima vlta una settimana fa: “Non ho idea perché lo abbia fatto”.

Patrick Baccari, un collega che divideva con Syed Farook un cubicolo, ha raccontato i drammatici momenti della sparatoria. Era andato in bagno, si stava lavando le mani, quando i proiettili hanno cominciato a passare dalla parete di cartongesso e rimbalzare sulla dispenser delle salviette. Le schegge hanno colpito Baccari facendo schizzare sangue negli occhi. Mentre le pallottole ricamavano il muro, Baccardi e un altro collega che era anche lui in bagno si sono buttati a terra, hanno spinto con i piedi la porta e atteso l’arrico della polizia in quella poco dignitosa ma sicura posizione. FOTO ANSA.