Sana, assassini assolti, Maurizio Gasparri: Una pagina di orrore giudiziario

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 febbraio 2019 7:05 | Ultimo aggiornamento: 18 febbraio 2019 9:56
Sana, assassini assolti, Maurizio Gasparri (nella foto): Una pagina di orrore giudiziario

Sana, assassini assolti, Maurizio Gasparri: Una pagina di orrore giudiziario

Maurizio Gasparri reagisce alla assoluzione degli assassini di Sanaa, in Pakistan con sdegno: “È una pagina di orrore giudiziario”.

In una dichiarazione diffusa dopo la notizia della sentenza, Gasparri, senatore di FI, ha dichiarato:

“La assoluzione dei parenti di Sana, la ragazza che fu portata via dall’Italia nell’aprile del 2018 per un matrimonio combinato e che poi fu uccisa, è una pagina di orrore giudiziario. Quanto è avvenuto in Pakistan non può lasciare inerti le istituzioni italiane, che devono assumere iniziative formali e ufficiali nei confronti del Pakistan. Si ledono principi di giustizia fondamentali che devono essere rispettarti a livello internazionale. Assolvere in questo modo gli assassini di Sana è un evento turpe che ricopre l’intero Pakistan di una montagna di vergogna. E lo dobbiamo dire a chiare note, vergogna! Vergogna! Vergogna! L’impunità per gli assassini di Sana è uno schiaffo dato a tutto il mondo”. 

Come riportato in precedenza da Blitzquotidiano, sono stati assolti “per mancanza di prove certe” tutti gli undici imputati per la morte di Sana Cheema,la ragazza italo-pachistana di 25 anni portata via da Brescia, dove viveva, nell’aprile del 2018 uccisa dopo aver rifiutato le nozze combinate nel suo Paese d’origine. Si tratta di undici familiari della ragazza, tra cui il padre, lo zio e il fratello.

Sana era sparita da Brescia nell’aprile del 2018. A lanciare l’allarme erano stati i suoi amici italiani, dopo aver visto in rete un video del funerale di Sana. Durante le indagini subito scattate i tre familiari avevano prima detto che Sana era morta per cause naturali e poi, dopo che l’autopsia aveva rivelato che la ragazza era stata strangolata, avevano confessato di averla uccisa perché aveva “disonorato” la famiglia. La confessione era stata poi ritrattata. 

 Il processo è durato tre mesi e si è svolto davanti al tribunale di Gujrat, nel Punjab, in Pakistan. Il giudice, Amir Mukhtar Gondal, ha ordinato il rilascio del padre di Sana, Ghulam Mustafa Cheema, dello zio Mazhar Cheema e del fratello Adnan per mancanza di prove.