Sanghai/ Svolta epocale, basta figli unici. Ora si trovano a mantenere anche otto nonni

Pubblicato il 24 Luglio 2009 18:45 | Ultimo aggiornamento: 24 Luglio 2009 18:45

La municipalità della capitale economica della Cina annuncia che incoraggerà attivamente le coppie formate da figli unici, cioè i figli della legge del figlio unico introdotta nel 1979 a causa della crescita incontrollata della popolazione, ad avere un secondo figlio. Perché? A Shanghai il 22% dei cittadini, pari a oltre 3 milioni di persone, ha più di 60 anni e la previsione è che la percentuale salga a 34 entro il 2020.

Oggi, al contrario,  il conseguente invecchiamento e il crescente peso delle coppie formate da due figli unici che si prendono a carico i quattro genitori e, nel migliore dei casi ( o nel peggiore?) addirittura gli otto nonni, non è più gestibile.  «Il numero crescente di persone anziane peserà sempre più sulle generazioni più giovani e sulla società. Dobbiamo trovare il modo di risolvere il problema», ha dichiarato Xie Lingli, direttore della pianificazione familiare di Shanghai.

La legge sul figlio unico resterà in vigore solo alla popolazione urbana (35,9%), mentre è consentito avere un secondo figlio alle coppie nelle aree rurali di 19 province (52,9%), a patto che il figlio sia femmina.

La legge sul controllo delle nascite – difesa dalle autorità che stimano che abbia «risparmiato» al Paese 400 milioni di nascite – è anche accusata di aver prodotto il fenomeno degli aborti selettivi sui feti femmina in ossequio alla preferenza dei cinesi per in figli maschi. Risultato: secondo i nudi e freddi calcoli delle autorità nel 2020 in Cina i maschi saranno 30 milioni di più delle femmine.