"Sfrutta gli operai": lo stilista Alexander Wang sotto accusa negli Usa

Pubblicato il 6 Marzo 2012 21:58 | Ultimo aggiornamento: 6 Marzo 2012 22:17

NEW YORK, 6 MAR – Per i suoi fan e' davvero chic, ma i suoi dipendenti lo definiscono tiranno. Lo scivolone in passerella questa volta non e' di una modella, ma di Alexander Wang, il giovane talento della moda americana di origini taiwanesi, accusato di aver messo in piedi una cosiddetta 'fabbrica del sudore' nel quartiere Chinatown di New York.

Sulla sua testa pende ora una causa da 50 milioni di dollari, tanto e' il risarcimento che una trentina di suoi dipendenti hanno intenzione di chiedergli. Secondo le accuse degli operai, Alexander Wang, 28 anni, e suo fratello, Dannis, costringevano dei loro dipendenti a turni massacranti di 16 ore al giorno, o anche di piu', in una stanza di neanche venti mq, senza finestre e senza pagare gli straordinari.

A causa delle condizioni di lavoro estreme – come riportano diverse fonti stampa – alcuni operai sono rimasti feriti, e hanno cominciato ad accusare i sintomi di diverse malattie. Uno di loro e' stato ricoverato per diversi giorni per essere stato costretto a lavorare 25 ore di seguito. Un altro ha raccontato che lo stilista gli aveva ordinato di realizzare un paio di pantaloni in pelle in sole quattro ore, quando invece il lavoro ne richiede dodici. Il capo di abbigliamento viene poi venduto nei negozi a 300 dollari.

Dalla 'Alexander Wang' per ora nessun commento.

Lo scorso anno Wang ha fatturato 25 milioni di dollari e sempre l'anno scorso ha aperto un negozio monomarca nel quartiere Soho di New York di quasi 400 mq. Entro fine anno ha in programma di aprirne altri 15, compreso uno in Cina. Il fenomeno Wang e' esploso a New York nel 2007, quando ha lanciato la sua prima collezione donna 'prêt a' porter', venduta in oltre 200 negozi. Nel 2008, il Council of Fashion Designers of America gli ha riconosciuto un premio da 200 mila dollari.