Shane Todd, impiccato in un hotel a Singapore. Nell’hard disk dubbi sul suicidio

Pubblicato il 11 Marzo 2013 18:21 | Ultimo aggiornamento: 11 Marzo 2013 18:21
Shane Todd, impiccato in un hotel a Singapore. Nell'hard disk dubbi sul suicidio

Shane Todd, impiccato in un hotel a Singapore. Nell’hard disk dubbi sul suicidio

SINGAPORE – Shane Todd, 31 anni, ingegnere elettronico, è stato ritrovato penzoloni nel bagno del suo appartamento a Chinatown. Era il giugno dello scorso anno quando, secondo le ricostruzioni fatte della polizia, Todd avrebbe fatto due buchi di trapano nel soffitto, fissato due staffe e montato un complesso sistema di corde e cavi. Poi sarebbe salito su una sedia e si sarebbe impiccato. Ma ora dall’hard disk del suo pc emergono nuovi risvolti che gettano qualche ombra sull’ipotesi suicidio e pure sull’alleanza strategica tra Usa e Singapore.

Shane Todd lavorava ad un progetto dell’Ime, un istituto di ricerca governativo di Singapore. Dopo un primo periodo di entusiasmo, sarebbero cominciate le preoccupazioni. I genitori raccontano di lunghe telefonate con Todd in cui diceva di temere sdi essersi trovato a lavorare ad un progetto in grado di minare la sicurezza degli Stati Uniti.

A giugno 2012, quando è stato trovato impiccato nel suo appartamento, il suo contratto era in scadenza e si preparava a tornare a casa, sollevato di potersi lasciare tutto alle spalle.

Quando i genitori furono informati del presunto suicidio, si precipitarono a Singapore. Ma entrati a casa del figlio raccolsero più di un indizio che faceva pensare tutt’altro che a un suicidio. Sulla scrivania il biglietto di ritorno negli Stati Uniti. Sul pc uno strano messaggio che annunciava il suicidio, nel quale vi erano dettagli sulla vita privata palesemente errati e un ringraziamento caloroso all’Ime. Che lui non vedeva l’ora di lasciare.

Infine in un cassetto della biancheria, un hard disk contenente note personali di Todd in cui parlava delle sue ansie e di un progetto di collaborazione dell’Isme con la Cina per la realizzazione di un amplificatore a doppio uso, civile-militare.

Ma l’istituto ha prontamente smentito. La polizia di Singapore ha a sua volta negato di aver concluso l’inchiesta e ha chiesto di entrare in possesso dell’hard disk. Ora è entrato in gioco l’Fbi, pronto a inviare i suoi investigatori a Singapore, se il governo dell’isola lo consentirà.