Sharon, in coma da sette anni, “risponde agli stimoli dei figli”

Pubblicato il 29 Gennaio 2013 13:10 | Ultimo aggiornamento: 29 Gennaio 2013 14:12
Sharon, in coma da sei anni, "risponde agli stimoli dei figli"

Ariel Sharon nel 2006 (Foto Lapresse)

TEL AVIV – Dopo sette anni di coma Ariel Sharon reagisce alle voci e agli stimoli della famiglia. L’ex premier israeliano è in stato vegetativo da quando, nel gennaio del 2006, per i postumi di un ictus venne colpito da una grave emorragia cerebrale. Negli scorsi giorni ha reagito alla voce del figlio Ghilad che gli ha mostrato una foto della sua casa.

Sharon ha anche comunicato con i propri familiari grazie ad un nuovo sofisticato apparecchio per la risonanza magnetica: almeno ne sono convinti i due figli, Ghilad e Omri, anche se secondo i medici non si può parlare di miglioramento.

Ad ogni modo anche dopo sette anni di coma Sharon, 84 anni, continua, a modo suo, a lottare. Secondo il suo medico personale, Shmuel Segev, ”esteriormente non è cambiato” e anzi ha davanti a sé ancora molti anni di vita.

I figli visitano quasi tutti i giorni la sua stanza nel centro medico Sheba di Tel Aviv in cerca di segni incoraggianti di ripresa: ad esempio una stretta di mano, oppure le pupille che sembrano seguire una persona conosciuta.

Giovedì 24 gennaio, con una operazione logistica segreta ”come ai vecchi tempi”, Sharon è stato brevemente trasferito al centro medico Soroka di Beer Sheva per una risonanza magnetica con un nuovo apparecchio, sofisticato, giunto da poco dagli Stati Uniti. Le sensazioni soggettive dei figli sembrano abbiano trovato riscontro nei monitor dell’apparecchio.

Al paziente sono stati impartiti stimoli di vario genere. Gli sono state mostrate delle immagini, fatte sentire delle voci, e il tocco della mano della sua infermiera fissa. E l’ex premier e generale alla vista della fotografia della propria abitazione ha avuto una immediata reazione metabolica nella parte prevista del cervello. Così pure quando ha sentito la voce del figlio, Ghilad. Non ha invece reagito di fronte alle immagini di edifici per lui insignificanti, o quando gli sono state proposte voci diverse.

Sharon respira in maniera autonoma e con questa risonanza magnetica, secondo i figli, è stato confermato che non è in uno stato vegetativo, ma semmai ”ad un livello minimo di consapevolezza”.