Shoah: la Cia aiutò i nazisti a rifugiarsi negli Usa

Pubblicato il 14 Novembre 2010 17:37 | Ultimo aggiornamento: 14 Novembre 2010 17:41

La Cia contribuì dopo il 1945 a proteggere ricercati del regime nazista, e in alcuni casi gli Stati Uniti riconobbero loro la cittadinanza americana e garantirono loro protezione ”nell’interesse nazionale”. Lo rivela il New York Times, citando un rapporto riservato del Dipartimento di Giustizia redatto dall’Ufficio per le Indagini Speciali, che fu creato nel 1979 con l’obiettivo, appunto, di deportare criminali nazisti.

Il rapporto rivela che ad alcuni di loro fu ”garantito l’ingresso” negli Usa, nonostante il governo americano fosse perfettamente consapevole del loro passato. ”L’America, che si è sempre detta orgogliosa di se stessa per essere rifugio dei perseguitati – si legge nel rapporto reso noto dal New York Times – divenne, in alcuni casi minori, rifugio anche per i persecutori”.

Il rapporto cita in particolare il caso di Arthur L. Rudolph, uno scienziato nazista esperto di missili che nel 1945 venne portato negli Stati Uniti proprio per la sua esperienza nel settore. Rudolph in America lavorò successivamente per la Nasa ed è considerato il padre del missile Saturno V.