Siberia, scoperta fossa comune di 5mila anni fa: 5 scheletri decapitati

di Caterina Galloni
Pubblicato il 3 Ottobre 2020 21:00 | Ultimo aggiornamento: 2 Ottobre 2020 17:18
Siberia, scoperta fossa comune di 5mila anni fa: 5 scheletri decapitati

Siberia, scoperta fossa comune di 5mila anni fa: 5 scheletri decapitati

Scoperta a Novosibirsk, in Russia, una fossa comune risalente a 5.000 anni fa con i resti di cinque siberiani decapitati, probabilmente in rituale.

Gli archeologi ritengono che risalga alla cultura Odinov, che nell’Età del Bronzo dominava la regione della Siberia occidentale, un’antica popolazione a capo di una setta che prendeva il nome da Odino.

Il professor Vyacheslav Molodin ha spiegato che la fossa comune, nel sito di Ust-Tartas 2, contiene tre adulti e due adolescenti decapitati.

“La popolazione Odinov aveva sicuramente un culto legato alla testa o al cranio”.

“E’ un tratto caratteristico di questa cultura il fatto che le persone venissero sepolte decapitate”.

“Forse all’epoca venivano conservate in un tempio oppure sepolte separatamente in modo diverso”, ha detto Molodin.

In un’altra tomba, sempre nello stesso sito, è stata scoperta una straordinaria statuetta di argilla, posizionata accanto alla spalla di una donna, sepolta con la testa poggiata sull’addome di un uomo.

Gli scheletri dei presunti amanti sono rimasti coperti per 5.000 anni sotto la corteccia di betulla ma in questo caso a loro non fu decapitata la testa.  

L’uomo giaceva sulla schiena, lei con la testa poggiata sull’addome in un abbraccio senza tempo.

La statuetta d’argilla all’interno della tomba era poggiata frontalmente e aveva la testa spezzata.

Era posizionata in modo che “guardasse in alto” verso il proprietario, in un bizzarro rituale, qualcosa di “inedito” per gli archeologi di Novosibirsk.

Il centro della statuetta ha un foro lungo e stretto, contenente una lastra di bronzo e una sostanza organica.

Delle analisi chimiche forniranno maggiori notizie su quanto all’epoca era stato inserito all’interno dell’apertura.

Molodin parla di una scoperta unica.

“Non abbiamo mai visto niente di simile, nonostante la vasta conoscenza dei riti funebri della cultura Odinov”, ha detto al Siberian Times.

“Per avere una statuetta di questo tipo, che la scortava nell’aldilà, la donna doveva essere un personaggio fuori dal comune”.

Gli allevatori di bestiame Odinov avevano tratti del viso mongoli mentre il volto della statuetta “ha tratti caucasici” con “occhi grandi e naso camuso”, ha osservato Molodin. (Fonte: Daily Mail).