Silvia Romano, il diario è rimasto in mano ai sequestratori

di redazione Blitz
Pubblicato il 11 Maggio 2020 13:49 | Ultimo aggiornamento: 11 Maggio 2020 13:49
Silvia Romano, il diario è rimasto in mano ai sequestratori

Silvia Romano (nella foto Ansa), il diario è rimasto in mano ai sequestratori

ROMA  –  E’ rimasto nelle mani dei rapitori il diario su cui Silvia Romano descriveva i giorni della sua prigionia in Somalia.

La giovane cooperante milanese aveva chiesto ai suoi carcerieri un quaderno per appuntare tutti i momenti della sua prigionia.

Secondo quanto riferito dalla Romano nel corso del colloquio con gli inquirenti, durato oltre quattro ore, la ragazza è stata tenuta in ostaggio sempre dallo stesso gruppo terroristico islamista Al Shabaab dopo essere stata ceduta dal commando armato formato da otto persone che l’aveva prelevata in un centro commerciale in Kenia nel novembre del 2018.

La giovane cooperante ha anche raccontato del primo mese, il più ‘terribile’, in cui, ha detto al pm Sergio Coliocco, ‘piangevo sempre’. 

“Durante il sequestro sono stata trattata sempre bene: mi avevano promesso di non uccidermi e così è stato”, ha detto ai magistrati Silvia Romano, ricostruendo le varie fasi del rapimento avvenuto il 20 novembre 2018 in villaggio in Kenya, dove si occupava di bambini per conto di una onlus.

Altro tema affrontato durante il colloquio, la conversione all’Islam di Silvia Romano, che fonti investigative avevano ipotizzato potesse essere stata forzata come frutto “della condizione psicologica in cui si è trovata”.

Silvia però ha assicurato di aver abbracciato la nuova fede spontaneamente: “E’ successo a metà prigionia, quando ho chiesto di poter leggere il Corano e sono stata accontentata”.

Ed ha anche smentito la notizia emersa nei mesi scorsi secondo cui sarebbe stata costretta a sposare uno dei carcerieri: “Non c’è stato alcun matrimonio né relazione, solo rispetto”. (Fonte: Ansa)