Silvia Romano, la fondatrice di Africa Milele: “So chi l’ha tradita”

di redazione Blitz
Pubblicato il 13 Maggio 2020 8:23 | Ultimo aggiornamento: 13 Maggio 2020 8:24
Silvia Romano, la fondatrice di Africa Milele: "So chi l'ha tradita"

Silvia Romano (nella foto Ansa), la fondatrice di Africa Milele: “So chi l’ha tradita”

ROMA  –  “Certo che so chi ha tradito Silvia Romano“: a dirlo a Repubblica è Lilian Sora, fondatrice della Onlus Africa Milele con cui collaborava la giovane cooperante milanese rapita in Kenya il 20 novembre del 2018 e liberata in Somalia pochi giorni fa. 

“Ma l’ho detto – ha raccontato Sora – a familiari e inquirenti e basta. Ho fatto le mie indagini, non per cercare di liberare Silvia ma per capire cosa fosse successo. E penso di averlo scoperto”.

Secondo la donna “la sicurezza a Chakama c’era: lo so, ci hanno buttato addosso tanto fango ma la protagonista ora è Silvia e risponderà lei, sono sicura. Per tramite dei volontari mi sono arrivate parole carine, da parte di Silvia”.

Riguardo alla presa di distanza dei familiari di Silvia Romano dalla onlus, Sora commenta: “Dovremo assolutamente parlare, in questo anno e mezzo anche io mi sono avvicinata all’Islam. Suo papà non l’ho mai conosciuto, sono separati e io parlavo con la mamma, che non sapeva neppure dove si trovasse esattamente sua figlia in Kenya. Non avevamo i numeri l’una dell’altra, evidentemente Silvia non lo riteneva necessario… strano no? Se stavo zitta per rispettare il loro dolore dicevano che me ne infischiavo, se parlavo di Silvia mi dicevano di rispettare il silenzio per le indagini”, spiega.

Sora sostiene che il villaggio fosse sicuro: “Non abbiamo mai pensato all’ipotesi di un rapimento o un assalto violento. Se conosceste quel villaggio e la sua gente capireste. Quando è stata rapita Silvia, in sede a Chakama erano in servizio ben due guardiani”.

Ricordando il primo incontro con Silvia nel 2018, spiega: “Ci ha contattati sulla pagina Facebook, che ora sta facendo record di aspiranti volontari. Silvia voleva fare un periodo in Kenya dopo la laurea e aveva scelto due onlus. Prima è andata sulla costa, a Liconi, con l’altra: quella è zona rossa, non Chakama. Poi ci siamo date appuntamento a Malindi. Lei era già ambientata, me la ricordo con le treccine… Ma non sapeva che l’aspettava un’Africa diversa, la vera Africa, un’Africa rurale non ancora rovinata dal turismo”.

“Con i volontari, dorme sempre il guardiano masai – ha detto ancora Lilian Sora -. Il giorno che incontrai Silvia a Malindi, ero con le mie figlie: Silvia andò poi a Chakama con il matato, l’autobus di linea, insieme a Irene. E’ mia figlia, che ha 19 anni e studia cooperazione internazionale, che l’ha introdotta nel villaggio, un villaggio che era tranquillo – precisa -. Non ci saremmo mai aspettati quello che è successo”. (Fonti: AdnKronos, Repubblica)