Sinead McNamara, ex hostess raccontano il lato oscuro della vita a bordo di un super yacht

di redazione Blitz
Pubblicato il 11 settembre 2018 6:37 | Ultimo aggiornamento: 11 settembre 2018 1:55
Sinead McNamara, ex hostess raccontano il lato oscuro della vita a bordo di un super yacht

Sinead McNamara, ex hostess raccontano il lato oscuro della vita a bordo di un super yacht

SYDNEY – Dopo la morte della ventenne modella australiana Sinead McNamara alcune hostess che hanno lavorato su un super yacht rivelano alcuni aspetti inquietanti della professione, cosa c’è dietro i post da sogno pubblicati sui social media.

La McNamara si è tolta la vita mentre era a bordo, come membro dell’equipaggio, della Queen Maya IV attraccata al porto di Cefalonia. Nei mesi precedenti alla morte, la modella pensava di vivere in un sogno: navigavano da un’isola all’altra a bordo del lussuosa imbarcazione da 190 milioni di dollari di proprietà del miliardario messicano Alberto Bailleres. Ma dietro i post glamour sui social media c’è una realtà più oscura: dilaga il consumo di droga, a bordo ci sono prostitute e le hostess lavorano anche 20 ore al giorno private del sonno, per mesi e mesi dormono soltanto 4 ore a notte.

La hostess australiana Sarah Begbie ha scelto di lavorare su un superyacht nel 2014, quando il fidanzato, anche lui a bordo di uno yacht di lusso, le aveva detto che la società era alla ricerca di personale. Non immaginava che si trattasse di un lavoro estenuante e che si sarebbe ritrovata a dormire in una stanza grande quanto una cella.

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Nella giornata di 16 ore di lavoro, la pausa più lunga era di due minuti, tra le mansioni c’era quella di mantenere lo yacht splendente e servire al tavolo cibo e bevande fino a 16 ospiti, spesso molto esigenti: “Di solito iniziavo alle 6 del mattino e normalmente lavoravamo per 16-18 ore al giorno. La stanza dove dormivo era così piccola che se eravamo in due non potevamo cambiarci i vestiti nello stesso momento”.

Madeleine Meister ha iniziato a lavorare su un superyacht nel Mediterraneo per finanziare i viaggi in Europa, diventando capo hostess a bordo di uno yacht a cinque stelle il cui noleggio costava 1 milione di dollari a settimana. A Domain ha confermato che i turni di lavoro erano dalle 12 alle 16 ore; Katy McGregor, al Daily Telegraph ha raccontato che serviva gli ospiti fino alle 3 del mattino e poche ore dopo era in piedi per preparare la loro colazione.

Alle hostess viene comunicato che la loro vita “deve ruotare attorno alla barca, ai proprietari e agli ospiti” e che chiunque intraprende il lavoro deve mettere da parte le proprie aspirazioni. Tracey Zarowski, nata a Sydney, ha lavorato su superyacht, viaggiando attraverso l’Europa per sette anni: sostiene che “le aspettative sono alte, una ragazza un po’ sovrappeso è stata licenziata poiché non piaceva al proprietario”. Altre hostess hanno riferito di essere state istruite a “chiudere un occhio” nei confronti di ospiti che avevano comportamenti sessualmente inappropriati e ignorare quando a bordo venivano invitate le prostitute.

“Le escort erano una costante sulle navi, ma l’uso di droga era ancora più aperto: una volta trovai il mio datore di lavoro con un ago conficcato in un braccio”, commenta una hostess. Altre ancora hanno riferito di essere costrette a lavorare con la bronchite e a subire in silenzio l’atteggiamento maleducato di un ospite russo che le versava in faccia il tè che non era di suo gradimento.

Dana Brown di Moonee Beach nel New South Wales, ha ammesso che i clienti si aspettavano che tutto fosse “più che perfetto” ma anche lei ha goduto per un anno dello stile di vita lussuoso: ha avuto la possibilità di scattare foto incredibili in giro per il mondo, ha guadagnato e speso migliaia di dollari. Il Daily Mail Australia, sottolinea che non vi è alcuna indicazione che sul Queen Maya IV si siano verificati comportamenti inappropriati, prostituzione, uso di droghe o sfruttamento dei lavoratori.