Truppe siriane all’assalto di Aleppo. Preso il quartiere di Salaheddin

Pubblicato il 8 agosto 2012 13:16 | Ultimo aggiornamento: 9 agosto 2012 0:48

esercito sirianoBEIRUT – L’esercito siriano ha lanciato l’offensiva terrestre contro Aleppo, seconda città del Paese, attaccando con carri armati e veicoli blindati il quartiere di Salaheddin, una delle zone in mano ai ribelli. A renderlo noto fonti del Libero Esercito siriano, aggiungendo che nella zona sono in corso violenti combattimenti, i più feroci dall’inizio delle operazioni ad Aleppo, il 20 luglio scorso. Poche ore dopo la Tv di Stato siriana conferma l’attacco e precisa che “numerosi “terroristi” sono stati uccisi mercoledì mattina ad Aleppo nel quartiere di Salaheddin dai soldati filo-governativi”, che hanno così riguadagnato il territorio. L’esercito ha inoltre continuato a bombardare numerosi quartieri in mano ai ribelli: gli uomini di Assad sono entrati anche a Bab al Hadid e Bab Nayrab, nella parte est della città.

Per il re giordano Abdallah II il presidente siriano Bashar al Assad e il suo regime continueranno a far parlare le armi, perché “pensano di non avere altre alternative”, e andranno avanti così “indefinitivamente”. Lo sostiene in una intervista alla Cbs, convinto che Assad possa mettere in campo un ‘piano B’, cercando di costituire una enclave alawita, presumibilmente nell’ovest della Siria. “Sarebbe lo scenario peggiore”, sottolinea Abdallah.

L’ex primo ministro siriano Riad Hijab è apparso per la prima volta in un video dalla sua defezione dal regime di Bashar al-Assad. Nel filmato, trasmesso dall’Esercito libero siriano, si vede l’ex uomo forte del governo siriano in compagnia di alcuni disertori della brigata Mu’tassam Bilah che lo hanno scortato nella sua fuga in Giordania.

Il mese di luglio è stato il più sanguinario dall’inizio della rivolta con 3.643 morti, di cui 274 bambini. Lo stimano gli attivisti anti-regime dell’Osservatorio nazionale per i diritti umani. Le persone torturare fino alle morte sono 81, mentre le donne uccise sono state 322. In media almeno 121 persone hanno perso la vita ogni giorno.

Gli attivisti riferiscono inoltre che sempre nel mese appena trascorso si sono verificati 14 massacri nel dintorni della capitale con 620 vittime. L’osservatorio, che fornisce una lista dettagliata delle vittime con tanto di nomi, fotografie e luoghi dei massacri, aggiunge inoltre che ad Aleppo i morti sono stati 535, a Homs 471, a Idlib 468, a Dar’aa 362, a Deir Ezzor 357, a Hama 354 e infine 351 a Damasco.