Siria. Rapita la blogger Amina Abdallah: la “ragazza gay di Damasco”

Pubblicato il 7 Giugno 2011 19:15 | Ultimo aggiornamento: 7 Giugno 2011 19:18

Amina Arraf

DAMASCO – “A gay girl in Damasco” è il titolo del blog di Amina Arraf, più nota come Amina Abdallah, quello con cui ha raccontato le proteste di piazza in Siria. Adesso di lei non traccia, è scomparsa, il suo blog è fermo. Non racconta più, per ora, la vita da mezza siriana e mezza americana omosessuale in Siria. “Devono andarsene, devono andarsene subito. Non c’è altro da dire”, ha scritto domenica scorsa parlando di Assad e dei suoi.

La Cnn dice che uomini armati l’hanno presa a Damasco e di lei non si sa più niente. L’hanno rapita, ha annunciato sua cugina usando le pagine del blog.

Tre agenti in borghese l’avevano prelevata e costretta a entrare nella loro macchina vicino piazza degli Abbasidi: “Amina ha colpito uno di loro e ha detto alla sua amica di andare a cerca suo padre. Uno degli uomini allora ha messo la mano sulla bocca di Amina e l’ha trascinata in una Dacia Logan rossa con un adesivo di Basel Assad (fratello del presidente Bashar al Assad, ndr) sul finestrino”.

“Purtroppo ci sono almeno di 18 diverse polizie in Siria, oltre a bande e gruppi paramilitare. Non sappiamo chi l’ha presa e dunque a chiedere il suo rilascio. E’ anche possibile che stiano cercando di deportarla. Da altri membri della famiglia che sono stati imprigionati, possiamo supporre che verrà rilasciata presto. Se avessero voluto ucciderla lo avrebbero fatto subito. Almeno, questo è ciò che speriamo e per cui preghiamo”.