Siria, ribelli: “Avanti fino a vittoria”. Assad sposta truppe da Golan a Damasco

Pubblicato il 17 luglio 2012 19:38 | Ultimo aggiornamento: 17 luglio 2012 20:06
Bashar al-Assad

Bashar Al-Assad (Lapresse)

DAMASCO –  I ribelli dell’Esercito libero siriano (Esl) hanno dato il via alla “battaglia per la liberazione di Damasco” e avvertono: “Andremo avanti fino alla vittoria: non ci fermeremo fino alla conquista della città”, parola del colonnello Kassem Saadeddine, portavoce dell’Esl. Ma Assad non resta a guardare e richiama parte delle sue forze nel Golan, al confine con Israele, per dispiegarle a Damasco. Lo ha spiegato il capo dell’intelligence militare israeliana, il generale Aviv Kochavi, ai parlamentari israeliani.

Assad, “non teme Israele in questo momento, vuole soprattutto rafforzare la presenza delle truppe attorno a a Damasco”, ha detto Kochavi, che ha anche notato nel Paese una situazione che ricorda l’Iraq con una frammentazione dei settori controllati da diversi gruppi militari o tribali e ”un afflusso di militanti di al Qaida e della jihad mondiale verso la Siria”. Il regime siriano ”non sopravviverà”, ha detto ancora Kochavi, aggiungendo che i suoi alleati ”Hezbollah e Iran, si preparano alla caduta di Assad”. Israele è ufficialmente in stato di guerra con la Siria. Nonostante l’occupazione l’annessione di una parte del Golan da parte di Israele, decisione non riconosciuta dalla comunità internazionale.

Intanto la Casa Bianca mette in guardia Assad sulle responsabilità nell’utilizzo di armi chimiche. ”Ci sono certe responsabilità che vanno di pari passo con lo stoccaggio e la sicurezza di armi chimiche”, ha detto il portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest, da bordo dell’Air Force One diretto in Texas, rispondendo ad una domanda sulla presunta presenza di armi chimiche in Siria. ”Crediamo che coloro che sono responsabili di far fronte a queste sfide, dovrebbero e saranno considerati tali”, ha aggiunto spieganto tuttavia di non poter commentare su su eventuali informazioni d’intelligence sull’argomento.

“La crisi siriana è a un bivio” è il commento dell’inviato dell’Onu e della Lega araba Kofi Annan, volato a Mosca per incontrare il presidente russo Vladimir Putin. Annan auspica che “le discussioni continuino e i membri del consiglio di sicurezza trovino formule accettabili che converranno a tutti”. “Fin dall’inizio abbiamo sostenuto e continueremo a sostenere i suoi sforzi come inviato speciale di Onu e Lega Araba, per ristabilire la pace civile” in Siria, ha detto Putin rivolgendosi ad Annan, al Cremlino.

I Comitati locali di coordinamento dell’opposizione siriana riferiscono di intense sparatorie sulla Via Bagdad e nel quartiere degli Abbassidi. A Damasco è guerriglia: le sparatorie arrivano mentre sono in corso da più di 24 ore i bombardamenti dell’esercito su alcuni quartieri della capitale.