Siria, si bombarda…ma anche no: rinviati gli attacchi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 Agosto 2013 16:44 | Ultimo aggiornamento: 29 Agosto 2013 16:45
Barack Obama

Barack Obama

ROMA – Si bombarda la Siria? Navi e caccia schierati nel Mediterraneo sono pronti all’attacco? No, per il momento si rimanda, prevale la prudenza. Se fino a pochi giorni fa l’attacco, seppure mirato, era dato per scontato, addirittura con coordinate temporali precise (si inizia giovedì), ora non è più certo, anzi.

Barack Obama non vuole, questo è certo, un nuovo pantano-Iraq. Tanto più che i sondaggi dicono che un attacco in Siria ha l’appoggio solo del 25% degli americani, ancora troppo scottati da Iraq e Afghanistan e non abbastanza toccati dalla vicenda siriana. Alla tv pubblica ha detto: ” Non ho ancora assunto una decisione. La discussione continua. Gli Stati Uniti non hanno alcun interesse a entrare nella guerra civile siriana. In Siria possiamo utilizzare un approccio che non ci faccia ripiombare in un lungo conflitto, o una ripetizione della guerra in Iraq”.

Prudente anche l’alleato britannico. Il premier David Cameron ha spiegato che un’azione militare in Siria sarebbe ”impensabile” in caso di ”vasta opposizione”al consiglio di sicurezza dell’Onu. Lasciandosi tuttavia uno spiraglio aperto sostenendo che l’approvazione dell’Onu non costituisce l’unica base legale per un intervento. Oltretutto il Labour, il partito all’opposizione, ha detto che voterà “no” su un eventuale partecipazione alla missione.

Anche il presidente francese Francois Hollande spinge per una soluzione “politica”, prima ancora che militare.