Siria, Domenico Quirico è vivo: breve telefonata alla moglie

Pubblicato il 6 Giugno 2013 19:20 | Ultimo aggiornamento: 6 Giugno 2013 21:10
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Domenico Quirico (Foto Lapresse)

ROMA – Una telefonata brevissima, subito interrotta. Ma abbastanza per sapere che Domenico Quirico, giornalista de La Stampa scomparso in Siria il 9 aprile scorso, è vivo. La Farnesina ha confermato la brevissima comunicazione avvenuta nel pomeriggio del 6 giugno con la moglie.

Il ministero degli Esteri ha diffuso una nota in cui spiega che “in questa fase particolarmente delicata si fa appello al senso di responsabilità degli organi di informazione nel divulgare notizie provenienti da fonti non verificate e nel mantenere la linea di riserbo necessaria per favorire l’esito positivo del caso”.

”Domenico Quirico sta bene, confidiamo nel lavoro delle nostre autorità per riportarlo a casa. La situazione resta molto delicata”, ha scritto su Twitter il direttore de La Stampa Mario Calabresi.  Lo stesso Calabresi, nel titolo dell’articolo che la Stampa online ha messo sulla sua homepage, ha scritto: ”E’ vivo, lo aspettiamo”.

”Siamo felicissime, ma aspettiamo notizie certe”, hanno detto le figlie di Quirico, Eleonora e Metella, che insieme alla alla mamma Giulietta aspettano nella loro casa di Govone (Cuneo) nuove notizie del padre. ”Mamma ha parlato con papà per pochi secondi: è ancora emozionatissima”. Eleonora, 26 anni, ha mostrato però cautela: ”La situazione è ancora delicata”.

Quirico era sparito da due mesi in un vero e proprio ‘buco nero’ della Siria in guerra. Con una lunga esperienza in teatri di guerra e scenari ad altissimo rischio, Quirico sembrava esser stato risucchiato nella regione tra Homs e Damasco. Fonti citate dal quotidiano La Repubblica affermano che Quirico ha chiamato da Qusayr, cittadina roccaforte dell’insurrezione a ridosso del confine libanese e a sud-ovest di Homs. Qusayr è stata espugnata mercoledì mattina dalle forze del regime del presidente Bashar al Assad forti del determinante sostegno delle milizie libanesi di Hezbollah.