Siria, Isis rivendica l’uccisione del “crociato” italiano Lorenzo Orsetti a Baghuz

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 marzo 2019 14:20 | Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2019 14:25
Lorenzo Orsetti, Isis rivendica uccisione del crociato italiano in Siria

Siria, Isis rivendica l’uccisione del “crociato” italiano Lorenzo Orsetti a Baghuz

ROMA – L’Isis ha rivendicato l’uccisione del “crociato” italiano Lorenzo Orsetti a Baghuz, in Siria, il 18 marzo. Orsetti sarebbe stato ucciso durante una battaglia proprio a Baghuz, la pianura considerata l’ultima roccaforte degli estremisti dello Stato islamico dove da settimane combattono le forze curdo-arabe. Su una chat Telegram vicina all’Isis sono state pubblicate le foto della tessera sanitaria e della carta di credito dell’uomo ucciso. 

A pubblicare il nome dell’italiano ucciso in combattimento è il Site, il sito che monitora il jihadismo sul web. Secondo le foto dei documenti postate si tratterebbe di Lorenzo Orsetti, fiorentino, nato nel 1986. L’italiano dichiarato ucciso dall’Isis combatteva nelle file delle milizie curde Ypg, legate al Pkk turco, contro i jihadisti dello ‘Stato islamico’, scrive l’Ansa. Orsetti era stato di recente intervistato da media italiani come un combattente volontario italiano a fianco dei curdi contro l’Isis.

Come riporta l’Agi, nello scarno messaggio su Telegram l’Isis sostiene che “il crociato italiano è stato assassinato negli scontri nella località di Baghuz”. A corredare il messaggio anche una foto in cui si vede un uomo privo di vita vestito con un’uniforme militare. Da settimane l’alleanza curdo-araba delle Forze democratiche siriane (Sdf, secondo l’acronimo in inglese) combatte contro i jihadisti nell’ultima ridotta rimasta in mano agli estremisti nella parte orientale della Siria, al confine con l’Iraq.

Negli ultimi anni, alle fila delle Sdf si sono uniti molti volontari stranieri arrivati per combattere il ‘califfato’ che si era creato tra Siria e Iraq. Proprio a Baghuz si sono rifugiati gli uomini dell’Isis e i loro familiari, rifugiati nella zona dalle aree da cui erano stati espulsi. Da gennaio, sotto il pressing dell’alleanza curdo-araba sostenuta dagli Usa, da Baghuz sono fuoriuscite oltre 60 mila persone, tra combattenti e civili. Non è chiaro quanti siano i combattenti e i civili che rimangono asserragliati all’interno, ma l’elevato numero di persone sta allungando le operazioni militari e rimandando la conquista della città da parte dell’Sdf. (Agi e Ansa)