Siria, missili israeliani ai ribelli anti-Assad. Scontri a Homs

Pubblicato il 23 Giugno 2012 9:11 | Ultimo aggiornamento: 23 Giugno 2012 9:42

DAMASCO – I gruppi armati siriani anti-Assad a Homs hanno ricevuto missili israeliani di ultima generazione utili ”contro i carri armati T-72” in dotazione all’esercito siriano: lo rivelano all’ANSA fonti bene informate in Siria.

Il sistema anti-carro, probabilmente Tow (acronimo di Tube launched, Optically tracked, Wire command data link, ndr), di ultima generazione, originariamente prodotto negli Stati Uniti, e’ in grado di inquadrare l’obiettivo in un raggio di oltre 3 km, e puo’ essere montato su un tubo di lancio piazzato a terra o su un mezzo mobile. ”E’ per questa ragione che a Homs l’Esercito siriano usa l’artiglieria, mentre a Dayr az Zor (nella regione orientale a est di Damasco) o in altre aree sono ancora in azione i carri armati”.

Secondo le fonti, ”a Qudsaya (il sobborgo a 10 km della capitale) si registra una escalation di violenza da oltre una settimana perche’ e’ da li’ che potrebbero arrivare questi sistemi anti-carro a Dayr az Zor e in tutta la regione orientale, come ad al-Mayadin (altro ‘punto caldo’, ndr)”.    I carri armati da battaglia T-72, nelle loro varie versioni, sono il fiore all’occhiello della produzione russa. Le recenti versioni hanno una armatura corazzata capace di resistere anche alle radiazioni e sono semi-anfibi, perche’ possono attraversare corsi d’acqua alti fino a cinque metri. I razzi Rpg, largamente utilizzati in Siria nel corso dell’ultimo anno, non hanno questa capacita’, ”al massimo possono distruggere un blindato leggero”.

Scontri ad Homs. A Homs (nord di Damasco) e Dayr az Zor (est) ”si concentrano le risorse petrolifere nevralgiche per la Siria, per questo ci sono i combattimenti piu’ intensi”. Lo rivelano all’ANSA fonti straniere a Damasco, spiegando che ”in ballo non c’e’ un confronto tra sunniti-sciiti o alawiti”: ”quello che conta e’ il controllo delle risorse”.

”La lettura settaria o religiosa della crisi che viene fatta in Occidente non risponde alla realta’, in ballo non c’e’ un confronto tra sunniti-sciiti o alawiti”, spiegano le fonti. ”Quello che conta e’ il controllo delle risorse”, come in Libia.    La Siria e’ un Paese atipico rispetto a quelli del mondo arabo, le varie impostazioni si fondono, lasciando intravedere ”uno scontro non impostato sul principio confessionale, settario”. Sono ”altri – aggiungono -, forse quelli di al Qaida, che vogliono dare questa immagine di quello che succede in Siria”.

La Siria, secondo il World facts 2011 della Cia, conta su 401mila barili di petrolio al giorno (di cui la meta’ esportati) che colloca il Paese al 34/mo posto nel mondo.    Inoltre, a Homs c’e’ la piu’ importante raffineria del Paese, mentre a Dayr Az Zor, nella valle dell’Eufrate, si concentrano le riserve di gas e petrolio piu’ cospicue della Siria.