Siria: Russia e Cina contro l’Onu. E a Damasco continuano attentati contro Assad

Pubblicato il 19 luglio 2012 18:32 | Ultimo aggiornamento: 19 luglio 2012 18:32

DAMASCO – Gli insorti dell’Esercito siriano libero (Els), dopo aver rivendicato l’attentato in cui sono morti il ministro della Difesa, il suo vice e il capo dell’unità di crisi, si “preparano ad attaccare la sede della tv di Stato”. Secondo al-Arabiya, stamane sono state sentite esplosioni alle spalle dell’edificio che è sede del Consiglio dei Ministri. Intanto, la tv di Stato ha annunciato che il presidente Bashar al-Assad ha nominato il nuovo ministro della Difesa, in sostituzione di Daoud Rajha, rimasto ucciso nell’attentato di mercoledì: il nuovo ministro è Muhannad Jassim al-Frej, che fino a poche ore fa capo di Stato maggiore della Difesa. Il presidente siriano, Bashar al-Assad, avrebbe abbandonato Damasco e si troverebbe a Latakia, la città costiera siriana a circa 250km a nord della capitale: lo riferiscono fonti dell’opposizione e un diplomatico occidentale. E, sul versante diplomatico, veto di Russia e Cina per l’intervento dell’Onu.

La forza di elite fedele al regime, ha riferito l’emittente sostenendo che è la conferma che i ribelli stanno progettando crimini e attacchi contro la gente, sfruttando la fiducia che i cittadini hanno “nelle nostre coraggiose forze armate”. Sarebbero migliaia i civili in fuga, sono ancora tanti gli interrogativi dopo il colpo al cuore subito mercoledì dal regime di Bashar al-Assad, forse rifugiatosi a Latakia. E intanto si fa il conto delle vittime: tra mercoledì e giovedì i morti sarebbero oltre duecento.

Tra le aree più colpite, i testimoni parlano dell’aeroporto militare di Mezzeh e dei quartieri di Kafar Sousse, Midan, Qabun, Zahira, Hajeera, al-Hajar al-Aswad, Nahr Eishe e alcuni quartieri prestigiosi come Abu Rummaneh e lo stesso Mezzeh, considerato il covo della Guardia repubblicana e della Quarta divisione, gli abitanti riferiscono di violenti scontri. I combattimenti ormai sono arrivati nei pressi del palazzo presidenziale, vicino al quartier generale. Residenti dei distretti di Midan e Kar Souseh hanno detto di aver sentito esplosioni e colpi d’arma da fuoco, mentre gli elicotteri sorvolavano la zona e riferiscono che, in alcune zone, sono state impiegate anche le bombe a grappolo. Secondo gli attivisti, i ribelli hanno danneggiato un elicottero e tre veicoli militari dei lealisti.

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